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Il tema della casualità e della fortuna viene introdotto dalla voce fuori campo che apre il film, facendoci subito capire il punto sul quale verterà la storia: "chi ha detto 'preferisco avere fortuna che talento' ha percepito l'essenza della vita".
Lewis, grande amico di Tolkien e appassionato di fantasy, "il leone, la strega e l'armadio" è una delle sorprese più positive di questo Natale: avventura, emozione, evasione; un film di genere fantastico di tutto rispetto, diretto dal regista dei due Shrek, per la prima volta alle prese con attori in carne ed ossa.
Forse troppo lento nella prima parte, ma dirompente nella seconda, dove la pellicola prende una piega del tutto inaspettata, trasformando una storia di passioni, tentazioni e ossessioni d'amore in un eccezionale giallo d'autore, in cui la creatività del regista mescola la tragedia della lirica e della letteratura di Dostoevskij tirando fuori un film che si può definire, senza cadere nell'esagerazione, tra i migliori della sua carriera.
musica, Federico Armeni, Fornaciari, Zucchero, blues, critica, Sugar
Un film stimolante per gli amanti del genere, incantevole per lo splendido lavoro di computer grafica che ha permesso agli animali (creati al computer, ma credibilissimi) di interagire con gli attori, tra irresistibili castori, centauri, volpi, lupi e un leone regale doppiato da Omar Sharif.
Una riflessione su cosa sia davvero il contatto umano, che però nasce da un'azione pimpante e arrembante per tutto il film, che non annoia mai e non prende la strada dell'intelletualismo per parlarci e comunicarci qualcosa.
Dopo questo splendido film attendiamo con ansia la prossima opera di Allen, "Scoop", in uscita nella prossima stagione, ancora con Scarlett Johansson, nuova musa del cinema alleniano.
Il ritorno di Peter Jackson dopo le undici trionfali statuette conquistate con il terzo capitolo de "Il signore degli anelli" è un ritorno pensato in grande, ma che delude profondamente: il regista neozelandese si lascia prendere decisamente troppo la mano e impacchetta un film banale, lunghissimo, in cui un'inutile ora è occupata dalla presenza di creature incredibili (dinosauri, lombrichi giganti, pipistrelli enormi e tanto - troppo - altro), che sembra siano state inserite più per dare una prova di cosa siano capaci gli effetti speciali della Weta che per esigenze di sceneggiatura.
Un film imperdibile, che ci auguriamo possa togliersi le soddisfazioni che merita durante la cerimonia degli Academy Awards del prossimo 5 marzo.
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Il pensiero che scorre durante tutto il film, viene confermato dalla frase finale che scorre sullo schermo: " Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno".
Un poliziotto non ha nemmeno il tempo per curarsi della madre malata o del fratello delinquente; due neri vedono la pistola come unico mezzo per fare qualche soldo e andare avanti; un nero in carriera e sua moglie subiscono l'odio razziale e l'abuso di potere (ancora); un immigrato arabo apre un'attività ma è contro tutto e tutti gli stiano vicino, frustrato dal trattamento riservato nel Paese, e vede come unico mezzo di difesa - ancora - la pistola; una donna è sola, ce l'ha con il mondo anche lei, odia la vita.
Il Woody Allen che non ti aspetti: ha lasciato il suo irresistibile humour a New York per trasferirsi nelle grigie atmosfere di Londra, dove ha girato (meravigliosamente) un film drammatico che sfocia nel thriller.
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