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E' un film che va lasciato sedimentare e crescere nei ricordi: magari non “esilarante” come strillano le pubblicità, bensì tenero e ironico, il film fa entrare lo spettatore nella vicenda da vicino, con confidenza; al punto che, una volta usciti dalla sala, ci si continua a chiedere di chi mai sarà figlio il fantomatico ragazzo.
E' il discusso "United 93" di Paul Grengrass (The Bourne Supremacy) sull '11 settembre 2001 che per la prima volta toglie quel velo di pudore su tragico 11 settembre 2001.
Anche Spike Lee, indiscutibile simbolo cinematografico degli afroamericani, approda a Hollywood con una produzione importante di 45 milioni di dollari.
Filosofo recalcitrante a concedere interviste, Malick dopo il suo secondo film, “I giorni del cielo” premiato per la miglior regia a Cannes nel '78, era praticamente scomparso per riapparire vent'anni dopo con “La sottile linea rossa”, vincitore dell'Orso d'oro a Berlino e candidato a sette Oscar di cui – clamorosamente – nessuno conquistato, a dimostrazione di un'incompatibilità di fondo col sistema hollywoodiano.
L'Hollywood Foreign Press quest'anno non ha fatto concessioni alle major, quindi sono rimasti fuori molte grandi produzioni come "King Kong" di Peter Jackson.
Si va dal protagonista de Signore degli Anelli” Elijah Wood, al Presidente onorario di Giffoni Hollywood Jon Voight, e poi Kathy Bates, Jessica Biel e l’eroina di Men” Anna Paquin.
Nasce così, da un'epigrafe iniziale, il trentottesimo film di Woody Allen, che abbandona ancora un volta il terreno a lui più congeniale dell'ironia intelligente e caustica, per darsi a un noir di connotazioni sociologiche che strizza l'occhio a diversi generi ma senza convincere nell'indagine psicologica.
“C'era una volta una enorme famiglia con tanti bambini; ed essi erano cattivi, terribilmente cattivi…”.
O T T O E M E Z Z O . C O M
Ma all'italiana, stavolta: nulla a che vedere con lo strabiliante colpo di “Inside Man” di Spike Lee.
Altro che bello senz'anima, Rossi Stuart con il suo "Anche libero va bene" appena uscito in 70 sale della penisola c'entra il bersaglio e questa volta non solo come interprete, ma anche come regista e autore a tutto tondo.
Non si tratta di uno dei tantissimi film biografici Hollywoodiani degli ultimi tempi perché non viene raccontata tutta la vita.
Le premesse non erano delle più rosee, nessuna star di punta hollywoodiana avrebbe come in passato inaugurato il festival.
valutazione: contenuti: c era una volta hollywood
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Riguardo la sua prima esperienza cinematografica e il suo rapporto con Sergio Leone racconta: «Difficilmente mi riguardo nei film, lo faccio solo una volta perchè provo quella sorta di vergogna che si ha quando rivedi le foto da adolescente.
Per quello che riguarda "C'era una volta in America" è un film eccezionale ed io ero molto affezionata a Sergio Leone, ma in quella scena mi rivedo come un topolino che balla.
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Tra l'altro si scopre anche che, per sfatare un mito che serpeggia da anni, questo film non è stato affatto il flop di cui tutti i giornali hanno scritto, ma al contrario ha incassato il doppio dei soldi spesi.
Sorretto da un grande Robert Duvall e cadendo suo malgrado in un finale tanto caro ad Hollywood, produce probabilmente un altro film che nessun altro sarebbe stato intenzionato a fare.
Non ha mai scelto in funzione della popolarità o del guadagno e per questo che invece di fare "Balla coi lupi 2", o "Bodyguard 2", ha preferito rischiare con film come Waterworld.
Lontano da un andamento e da tempi hollywoodiani, Costner ricerca invece i ritmi lenti e, nonostante abbracci tanti clichè, si distanzia da altri padri del western.
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Costner è appassionato di storie classiche ricche di valori che mette in scena in maniera rigorosa, poco teatrale, laciando da parte la magniloquenza di certi racconti e di una fotografia volutamente accentuata, non riuscendo però a controbilanciare il tutto, togliendo molto spesso proprio i sentimenti e la poesia al film.
Dopo il debutto da Premio Oscar del film "Balla Coi Lupi" e l'interpretazione in pellicole come "Silverado" e "Wyatt Earp", ambienta il suo nuovo film nei paesaggi delle praterie raccontando una storia di amicizia, vendetta e di amore con il cuore al western più classico alla fine dei tempi in cui la terra non apparteneva a nessuno.
(AGM-LSP) Kevin Costner arriva alla sua terza prova da regista con "Terra di confine" (di cui è anche produttore e attore) e dimostra per l'ennesima volta di essere un tipo testardo e cocciuto.
Contrariamente proprio a "Balla coi lupi", "Terra di confine" è un film molto semplice e gli eventi sono elementari.