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DIVISIONE FOLGORE










TEXT CACHED
Chi erano ragazzi della Folgore"? Senza aggiungere null'altro, vi lascio alla lettura di questa meravigliosa  pagina di storia, un racconto che non è frutto di fantasia, uno spaccato di vita vissuto nella drammaticità di una battaglia, che dà la giusta dimensione di com'era e di come è un della Folgore".
A chi la capisce esso dice:     “Fra le sabbie non più deserte son qui di presidio per l’eternità i Ragazzi della Folgore fior fiore d’un popolo e d’un esercito in armi.
I telefoni dei comandi trillavano “Allarmi” Che c’è? ”Attaccano”… Niente, niente, si rispondeva, ”Sono le pattuglie della Folgore che lavorano” e quelli tornavano a dormire più sicuri, sapendo che c’erano i nostri Ragazzi a caccia.
Forse perché aveva i denti avvelenati coi Ragazzi, certo è che si scagliava con tre divisioni di fanteria, una divisione corazzata, una brigata d’assalto, ed un putiferio d’artiglieria, contro le posizioni della Folgore.
I ragazzi della Folgore del presidio, che avevano incassato a denti stretti quel preludio di uragano di cannonate, attesero.
Ad essa si associava la radio del Cairo nell’ammettere che la Divisione Folgore  aveva resistito oltre ogni possibile speranza.
Il nemico ce l’aveva a morte con la “Folgore”, con questa, per lui stramaledetta divisione, che gli procurava perdite in ogni scontro.
E con chi se la prende? Ancora inizialmente con la Folgore, schierata all’ala destra del fronte, in pieno deserto.
Ogni volta che tenta un attacco conclusivo, si vede contrassaltato e respinto da manipoli di diavoli scalmanati, urlanti a squarciagola “Folgore”.
Chi erano "I ragazzi della Folgore"? Senza aggiungere null'altro, vi lascio alla lettura di questa meravigliosa  pagina di storia, un racconto che non è frutto di fantasia, uno spaccato di vita vissuto nella drammaticità di una battaglia, che dà la giusta dimensione di com'era e di come è un "Uomo della Folgore".
Il nemico era costretto ad ammettere nella radio trasmissione della Reuter del giorno 31 novembre, che la resistenza opposta dai resti della Divisione Folgore, era veramente ammirevole.
Dio degli eserciti, accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di cielo, che riserbi ai martiri ed agli eroi”           El Alamein - Sacrario Militare di Quota 33   Home • Premessa • I ragazzi della Folgore • Citazioni • La mia sfida • I libri • Firma il libro degli ospiti • 5° 2° 82 • Links • Sacrario • Scrivi al webmaster.
tratto dal libro -   I RAGAZZI DELLA “FOLGORE”     Si chiamavano così in tutta l’armata; e si che ve n’erano di ogni età: da Costantino Ruspoli che era il Decano e che aveva passata la cinquantina, a tanti e tanti altri che vent’anni li avevano di servizio e non di vita.
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Uomo Folgore - La Divisione Folgore
Bei volti di mediterranei dai lineamenti fieri e dagli occhi ad attirare l’attenzione: me lo fece notare un nostro giornalista che di soldati se ne intendeva e che s’era innamorato della “Folgore”.



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TEXT CACHED
BECHI (indicando a dito i più barbuti ragazzi della Folgore) : “Con simile gente si va in capo al mondo.
“DIVISIONE FOLGORE: UNA LEGIONE D‘EROI” di Ercolina Milanesi della storia dei reparti paracadutisti italiani è il 1938: ITALO BALBO costituisce in Libia il I ° Reggimento “FANTI DELL’ARIA“, con ascari locali, ufficiali e sottufficiali dell’esercito e dell’aeronautica.

Inviata in Africa settentrionale, nel luglio 1942, la FOLGORE è usata come unità di fanteria leggera.
Il nemico rende onore alle armi e CHURCHILL disse: “DOBBIAMO INCHINARCI DAVANTI AI RESTI DI QUELLI CHE FURONO I LEONI  DELLA FOLGORE“.
Al grido di “VIVA L’ITALIA“ e “LA FOLGORE MUORE MA NON SI ARRENDE“ scattarono come molle dalle loro buche e combatterono in un impari corpo a corpo.
i paracadutisti della Folgore a El Alamein
Gli eroici paracadutisti della Folgore hanno avuto due precedenti in Africa settentrionale: uno è il reparto paracadutisti libici e l’altro è il battaglione del Maggiore EDOARDO ALESSI, costituito da militi della “FEDELISSIMA“.
La sete è una brutta bestia! I ranghi della FOLGORE si assottigliano, i battaglioni diventano compagnie, poi plotoni, poi squadre.
Dai bollettini avversari: “LA RESISTENZA OPPOSTA DALLA DIVISIONE PARACADUTISTI FOLGORE E’ INVERO MIRABILE“ “I RESTI DELLA DIVISIONE ITALIANA FOLGORE  HANNO RESISTITO  OLTRE OGNI LIMITE DELLE UMANI POSSIBILITA‘“ Dei 6450 ne restano, solo, 340, inclusi ufficiali, ma nessuno ha mai alzato bandiera bianca.
Inferiori per numero e per materiale bellico, i gloriosi fanti delle divisioni Trento, Bologna, Brescia, Pavia, Trieste, Littorio e dei paracadutisti della Folgore, non indietreggiarono di un passo di fronte al nemico, finchè i loro superiori non lo ordinarono.
In questa battaglia è ben noto l’eroico comportamento della Folgore, dei paracadutisti che dovettero rassegnarsi a non usare il paracadute ed a combattere fra la sabbia rovente del deserto.
Nel 1941 è costituita la divisione paracadutisti: la 185° CACCIATORI D’ AFRICA che diverrà, nel luglio 1942, la divisione “FOLGORE“.



valutazione:
contenuti: divisione folgore




TEXT CACHED
dobbiamo invero inchinarci a coloro che furono i Leoni della Folgore" - Radio Londra) che gli Inglesi, quale segno di rispetto per l'eroica resistenza offerta, concessero agli sconfitti l'Onore delle armi.
Nonostante, di per sé, questo aspetto mi infastidica parecchio, in quanto proprio non riesco a comprenderne le radici e le ragioni, ciò che ritengo del tutto inaccettabile, è la totale (e non ho problemi ad aggiungere "deliberata") omissione di quelli che furono i veri protagonisti della battaglia di El Alamein, ossia la Divisione Folgore e la Divisione Ariete.
Tecnicamente il film è un gran bel film, ma allora, perché macchiarlo con tante imprecisioni storiche ed una così forzata posizione alternativa? Perché mortificare quel che sarebbe potuto essere un eccezionale documento storico ed un meraviglioso spunto di introspezione nazionale? Mi duole riconoscerlo, ma questa scelta non rende onore al Monteleone né come artista, né come professionista.
Tutti gli elementi, i valori, le riflessioni, le angosce cercate dal regista nei quattro della Pavia, sarebbero forse mancate negli occhi dei Paracadutisti della Folgore? Non avrebbero anche loro impersonificato le stesse paure, le stesse angosce, la stessa diperazione?.
Ma la cosa che davvero mi interessava era fare un film dove la guerra non venisse spettacolarizzata, come accade sempre nei film americani, sempre pieni di eroi e di effetti digitali.
Prima ancora di redigere il mio commento, ritengo corretto nei confronti dei lettori, fare due importanti precisazioni: innanzitutto ho svolto il Servizio Militare come volontario Paracadutista nella Brigata Folgore, in secondo luogo, nonostante alcuni punti sui quali sono estremamente critico, reputo il film in questione - dal punto di vista prettamente cinematografico - un buon film.
DESTRA.IT
E invece, piuttosto che parlar bene della Folgore, ci si inventa di sana pianta una storia fasulla e zeppa di imprecisioni, che dipinge i militari che vi combatterono come un branco di derelitti, di tapini allo sbaraglio.
Monteleone, che prima ancora del grande Sacrario Militare mostrato alla fine del film (mi chiedo con quale coraggio), il Tenente Colonnello Paracadutista Bechi Luserna scriveva di suo pugno:.
Ad un certo punto del film, il Volontario Universitario Serra, di fronte all'orrore di alcuni commilitoni caduti, si sofferma su una serie di profonde considerazioni sulla morte.
Qual che più mi irrita è l'assoluta mancanza di sensibilità in virtù della quale il Monteleone sembra neanche avvedersi dell'enorme torto che il suo film arreca ai chi, ad El Alamein, ci lasciò le penne con le armi in pugno.
Non posso non notare, la stridente dissonanza tra il dichiarato riconoscimento di "documento di interesse culturale" attribuito al film, e la "furberia da mercante della fiera" che carpisce la buona fede del cliente, spacciando la propria mercanzia sconosciuta, per qualcosa di più noto.
A questo punto mi chiedo: se questo era l'intento, perché evitare deliberatamente di parlare della Folgore?.
Questo, a mio avviso, offende la memoria, il valore e l'onore, sia della Folgore, sia di tutte le altre Divisioni impegnate in Nord Africa, inclusa naturalmente la Pavia.
Nel film non si vede l'ombra di una bandiera, né di un vessillo, né di uno stemma (eppure si era in guerra tra reparti militari); l'Italia, anche intesa come semplice parola del dizionario, si sente spiccicare sottovoce appena un paio di volte.
Le stesse cronache Inglesi dichiararono che la Folgore si arrese solo dopo aver sparato l'ultima munizione.
Ho visto il film Sabato scorso in una sala romana: nonostante mi fossi ripromesso di non leggere alcuna recensione preliminare, pur avendo approcciato la proiezione in una condizione mentale del tutto scevra da pregiudizi e condizionamenti, i miei timori si sono rivelati fondati.
Temevo infatti che il film sarebbe stato caratterizzato da contenuti validi, ma fortemente opinabili, e soprattutto in maniera non altrettanto scevra da pregiudizio.
E se il proposito (a mio avviso comunque discutibile) era comunque quello di non parlare della Folgore, allora perché andare a citare luoghi come le Depressione di El Qattara? Forse perché - guarda caso - e lì che si svolse la battaglia vera?.
QUANDO LA FOLGORE RESISTETTE, RESISTETTE, RESISTETTE.
Il gruppetto di soldati protagonisti del film, mostra la disperazione di un esercito abbandonato a se stesso, l'angoscia di non sapere quel che sarebbe stato di lì a poco, e lo strazio del ripiegamento nel deserto, in condizioni disumane, senz'acqua e senza cibo.
Vi chiederete: come mai? Semplicemente perché la storia narrata dal film, non è né la storia di El Alamein, né tantomeno la storia di chi ha davvero combattuto quella battaglia.

Ebbene, nella realtà, la Pavia nella Depressione di El Qattara non vi ha mai messo piede! Quella zona era presidiata dalla Folgore: la Pavia si trovava ben più indietro.
La principale testimonianza di questa grave omissione sta in alcuni (decisamente opinabili) numeri elencati al termine del film, e soprattutto nelle date che vengono riportate.
Mi rendo conto di come, di questi tempi, l'oggetto della presente potrebbe aver destato la Vostra attenzione più del consueto, in quanto, è fatto in questi giorni piuttosto noto, come la polemica, non solo sul film, ma soprattutto sulla visita del Capo dello Stato al grande Sacrario Militare di El Alamein, si sia sviluppata in tinte piuttosto forti.
In un intervista precedente l'uscita del film nelle sale, incentrata sulle motivazione che avevano spinto il Monteleone a realizzare un film su El Alamein, egli dichiara: "Innanzitutto il fatto che della campagna d'Africa il cinema italiano e non solo il cinema abbia in realtà parlato sempre molto poco.
Durante il film, due militari si avventurano addirittura in ricognizione nella piatta distesa, illustrandone il clima torrido e la particolare collocazione sotto il livello del mare.
Questo è del tutto errato in quanto per i Ragazzi della Folgore la battaglia durò fino al 6 Novembre!.
Questa è la più lampante testimonianza del fatto che, mentre il grosso dell'Esercito, aveva da giorni dichiarato la resa, la Folgore, isolata nel deserto, continuava a combattere.



valutazione:
contenuti: divisione folgore

 
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