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ESTREMO ONORE










TEXT CACHED
TONI VALERUZ - sciatore estremo
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Per l'onore? Non credo proprio, non si aggiunge e non si togli nulla alla dignità dell'uomo, perché può farne a meno.
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TEXT CACHED
Ah! madre mia, per questo fine qui salvo e difeso m'hai da l'armi e dal foco, acciò ch'io veggia con gli occhi miei ne la mia casa stessa i miei nimici e 'l mio padre e 'l mio figlio e la mia donna crudelmente occisi l'un nel sangue de l'altro? Mano a l'arme! Chi mi dà l'armi? Ecco che 'l giorno estremo a morte ne chiama.
Or mi date che 'l corpo omai componga, che lavi la ferita, che raccolga con le mie labbia il suo spirito estremo, se piú spirto le resta».
Se da voi n'è dato d'usar questa fortuna, e quest'onore ne si fa di mandarne al nostro duce, al Pallantèo n'andremo, e ne vedrete assai tosto tornar carchi di spoglie de gli avversari nostri, e tutti aspersi del sangue loro.
E piú compíto onore non aresti da me, Pallante mio, di questo che 'l pietoso e magno Enea e i suoi magni Troiani e i toschi duci e tutte insieme le toscane genti t'han procurato.
Ivi la dea di Turno a la sirocchia, che dea de' laghi era e de' fiumi anch'ella, disse cosí: «Ninfa, de' fiumi onore, sovr'ogni ninfa a me gioconda e cara, tu sai come te sola ho preferita, e come volontier del cielo a parte meco t'ho posta.
Allor Cassandra la bocca aperse, e quale esser solea verace sempre e non creduta mai, l'estremo fine indarno ci predisse: e noi di sacra e di festiva fronde velammo i templi il dí, miseri noi, che de' lieti dí nostri ultimo fue.
Cosí qui fosse il vostro re con voi! cosí ci capitasse! Ma cercando io manderò di lui fino a l'estremo de' miei confini la riviera tutta, se per sorte gittato in queste spiagge per selve errando o per cittadi andasse».
La tempesta, i fati, e la ruina che ne' campi idèi venne di Grecia, onde l'Europa e l'Asia e 'l mondo tutto sottosopra andonne, cui non è conta? chi sí lunge è posto da noi, che non l'udisse? o che da l'acque de l'estremo Oceàno, o che dal foco de la torrida zona sia diviso da la nostra notizia? Il nostro affanno tal fece intorno a sé diluvio e moto, che scosse ed allagò la terra tutta.
In su' ripari ancor le donne (che le donne ancora il vero della patria amore infiamma), come giunte a l'estremo, allor che morta vider Camilla, il femminil timore volgono in sicurezza, e sassi e dardi lanciando, e con aguzzi, inarsicciati pali il ferro imitando, osano anch'elle per la difesa delle patrie mura gir le prime a morir morte onorata.
Poscia, la strada al gran dolore aperta, cosí proruppe: «O mio Pallante, e queste fûr le promesse tue, quando partendo il tuo padre lasciasti? In questa guisa d'esser guardingo e cauto mi dicesti ne' perigli di Marte? Ah! ben sapeva, ben sapev'io quanto ne l'armi prime fosse, in cor generoso, ardente e dolce il desio de la gloria e de l'onore.
A ciò fremendo assentirono i Teucri; e già co' gridi de l'onor lo facean degno e del dono; quando verso d'Entello il vecchio Aceste, sí com'egli era in un cespuglio a canto, si volse: e rampognando: «Ah, - disse - Entello, tu sei pur fra gli eroi de' nostri tempi il piú noto e 'l piú forte; e come soffri ch'un sí gradito pregio or ti si tolga senza contesa? Adunque è stato invano fin qui da noi rammemorato e cólto Èrice, in ciò nostro maestro e dio? Ov'è la fama tua che ancor si spande per la Trinacria tutta? Ove son tante appese a i palchi tue famose spoglie?» Rispose Entello: «Né disio d'onore, né vaghezza di gloria unqua, signore, mi lasciâr mai, né mai viltà mi prese; ma l'incarco de gli anni, il freddo sangue, e la scemata mia destrezza e forza mi ritraggono addietro.
Ei, come pria poteo formar parola, in tal guisa rispose: «Nulla per conto mio di me ti caglia, signor benigno: anzi, ti prego, in grado prendi ch'io per la lode e per l'onore patteggi con la morte.
Quelli caccia lo sdegno e la vergogna di non tener il conseguito onore, ché la gloria antepongono a la vita; questi il successo inanima e la speme di ciò poter; poich'altrui par che possano.
Il vecchio Anchise ebbe anch'egli i suoi doni: ebber poi tutti cavalli e guide; e fu di remi e d'armi ciascun legno provvisto; e perché 'l vento che secondo feria, non punto indarno spirasse, ordine avea di sciôr le vele già dato Anchise, a cui con molto onore si fece Eleno avanti, e cosí disse: "O ben degno a cui fosse amica e sposo la gran madre d'Amore: o de' celesti sovrana cura, ch'a l'eccidio avanzi già due volte di Troia, eccoti a vista giunto d'Italia.
Non tante foglie ne l'estremo autunno per le selve cader, non tanti augelli si veggon d'alto mar calarsi a terra, quando il freddo li caccia ai liti aprichi, quanti eran questi.
Né 'l vide pria, che gli fu sopra, e disse: «Tu te ne stai sí neghittosamente, Enea, servo d'amor, ligio di donna, a fondar l'altrui regno; e 'l tuo non curi? A te mi manda il regnator celeste, ch'io ti dica 'n sua vece: "Che pensiero, che studio è il tuo? con che speranza indugi in queste parti? Se 'l tuo proprio onore, se la propria grandezza non ti spinge; ché non miri a' tuoi posteri, al destino, a la speranza del tuo figlio Iulo, a cui si deve il glorïoso impero de l'Italia e di Roma?"» E piú non disse, né piú risposta attese; anzi dicendo, uscio d'umana forma, e dileguossi.
Cosí dicendo, un tanto disonore in sé sdegnando, e di se stesso fuori, strani, diversi e torbidi pensieri si volgea per la mente, o con la spada passarsi il petto, o traboccarsi in mezzo, sí com'era, del mare, e far, notando, pruova o di ricondursi ond'era tolto, o d'affogarsi.
E questi eran color che combattendo non fûr di sangue a la lor patria avari; e quei che sacerdoti erano in vita castamente vissuti, e quei veraci e quei pii c'han di qua parlato o scritto cose degne di Febo, e gl'inventori de l'arti, ond'è gentile il mondo e bello; e quei che ben oprando han tra' mortali fatto di fama e di memoria acquisto; cui tutti, in segno di celeste onore, candida benda il fronte orna e colora.
E quei che senza numero confusi giacean nel campo, senza onore a mucchi furon combusti: onde i villaggi insieme e le campagne di funesti incendi lucean per tutto.
Questo mio core è spregiatore, è spregiatore anch'egli di questa vita, e degnamente spesa la tiene allor che gloria se ne merchi, e quel che cerchi, ed a me nieghi, onore».
Dèstati, de la dea pregiato figlio; e come pria vedrai cader le stelle, porgi solennemente a la gran Giuno preghiere e vóti; e supplicando vinci de l'inimica dea l'ira e l'orgoglio; ed a me, poi che vincitor sarai, paga il dovuto onore.
Quel dí per avventura di lontano lungo il fiume venia tra l'ombre e l'onde, da la sete schermendosi e dal caldo; quando d'Ascanio l'arrabbiate cagne gli s'avventaro; ed esso a farsi inteso d'un tale onore e di tal preda acquisto, diede a l'arco di piglio, e saettollo.
Il primo giorno fu questo, e questa fu la prima origine di tutti i mali, e de la morte alfine de la Regina; a cui poscia non calse né de l'indegnità, né de l'onore, né de la secretezza.
A cotal dir tutti insorgendo, a gara steser le braccia, ed inarcaro i dorsi, e fêr per avanzarsi estremo sforzo.
E per onore a l'ombra de l'amico, e per vittima al grand'Orco, molti giovini avea già destinati vivi sacrificar sopra il suo rogo; e di già ne facea quattro d'Ufente addur legati, e quattro di Sulmona.
Eran già tutti quinci i Latini e quindi i Teucri a fronte, e tra lor mescolati Asila e Memmo, e Seresto e Messapo, e le falangi degli Arcadi e de' Toschi, ognun per sé, e tutti insieme con estrema possa, con estremo valor senza riposo facean mortale e sanguinosa mischia.
Diè lor fortuna il desïato onore: ché, mentre furïoso oltre si spinge Sergesto, e con la prora arditamente rade la ripa, ebbe il meschino intoppo, urtando de lo scoglio in una roccia che nel mar si sporgea.

Turno, che in questo mezzo combattendo rimaso era del campo in su l'estremo incontro a pochi, e quelli anco dispersi, già scemo di vigore, e trasportato da' suoi cavalli, che ritrosi e stanchi ognor piú se n'andavano lontani, in sé confuso e dubbio se ne stava.
LIBRO SETTIMO Ed ancor tu, d'Enea fida nutrice Caieta, ai nostri liti eterna fama desti morendo; ed essi anco a te diêro sede onorata, se d'onore a' morti è d'aver l'ossa consecrate e 'l nome ne la famosa Esperia.
E fin qui detto, si spinse avanti; e quell'ara mostrogli, e quella porta che fu poi di Roma, Carmental detta, onore e ricordanza de la ninfa indovina, ch'anzi a tutti del Pallantèo predisse e de' Romani la futura grandezza.
Questo è 'l dono estremo che da lui per tuo mezzo agogna e brama questa tua miserabile sorella: e se tu lo m'impetri, altro che morte forza non avrà mai ch'io me n'oblii».
Eurïalo a tal dire stupissi in prima; indi d'amore acceso di tanta lode, al suo diletto amico cosí rispose: «Adunque ne l'imprese di momento e d'onore io da te, Niso, son cosí rifiutato? E te poss'io lassar sí solo a sí gran rischio andare? A me non diè questa creanza Ofelte mio genitore, il cui valor mostrossi ne gli affanni di Troia, e nel terrore de l'argolica guerra.
Eolo è suo re, ch'ivi in un antro immenso le sonore tempeste e i tempestosi vènti, sí com'è d'uopo, affrena e regge.
Nel lito estremo de l'Oceàn, là dove il sol si corca, de l'Etïopia a l'ultimo confino, e presso a dove Atlante il ciel sostiene, giace un paese, ond'ora è qui venuta una sacerdotessa incantatrice, che, massíla di gente, è stata poi del tempio de l'Espèridi ministra, e del drago nudrice, e de le piante del pomo d'oro guardïana un tempo.
O qual cittade, qual imperio fia questo ! Quanto onore, quanto pro, quanta gloria a questo regno ne verrà, quando ei teco, e l'armi sue saran giunte a le nostre! Or via, sorella, porgi preci a gli dèi, fa' vezzi a lui, assecuralo, onoralo, intrattienlo: ché 'l crudo verno, il tempestoso mare, il piovoso Orïone, i vènti, il cielo, le sconquassate navi in ciò ne dànno mille scuse di mora e di ritegno».
E l'una indosso gli pose, e l'altra in capo, ultimo onore con che dolente la dorata chioma allor velogli, ch'era additta al foco.
Ed io da qual sia fonte che sgorghi, in qual sii riva, in qual sii foce (poiché tanta di me pietà ti stringe) sempre t'onorerò, sempre di doni ti sarò largo.
Dicon che quando a navigar costretto Enea primieramente i suoi navili a formar cominciò nel bosco idèo: d'Ida, di Berecinto e degli dèi la madre, al sommo Giove orando, disse: «Figlio, che sei per me de l'universo monarca eterno, a me tua cara madre fa quel ch'io chieggio, e tu mi devi, onore.
Or al vantaggio rinunzia de la fuga e meco a piede prendi zuffa del pari; e poi vedrassi a cui questa ventosa tua bravura onore acquisti».
Questo con molto studio, e molt'onore fu mai sempre da lei di bianchi velli e di festiva fronde ornato e cinto.
D'un tanto dono Enea, d'un tale onore lieto, e non sazio di vederlo, il mira, l'ammira e 'l tratta.
Or, per contarvi qual di Prïamo fosse il fato estremo, egli, poscia che presa, arsa e disfatta vide la sua cittade, e i Greci in mezzo ai suoi piú cari e piú riposti alberghi; ancor che vèglio e debole e tremante, l'armi, che di gran tempo avea dismesse, addur si fece; e d'esse inutilmente gravò gli omeri e 'l fianco; e come a morte devoto, ove piú folti e piú feroci vide i nemici, incontr' a lor si mosse.
Lieto d'un tanto onore, e consolato da tale annunzio, il travagliato spirto restò contento ed appagato in parte.
Ma poscia che di sangue e di pallore lo vide asperso e della morte in preda, ne gl'increbbe e ne pianse; e di paterna pietà quasi un'imago avanti agli occhi veder gli parve, e 'ntenerito il core, stese la destra e sollevollo e disse: «Miserabil fanciullo! e quale aíta, quale il pietoso Enea può farti onore degno de le tue lodi e del presagio che n'hai dato di te? L'armi, che tanto ti son piaciute, a te lascio, e 'l tuo corpo a la cura de' tuoi, se di ciò cura ha pur l'empio tuo padre, acciò di tomba e d'esequie t'onori.



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La settimana di Hollywood Party iniziera' sin dalla domenica con l'anteprima del film "I segreti di Brokeback Mountain" di Ang Lee.

recensione del Corriere del film 'I segreti di Brokeback Mountain '.
Dopo Monicelli, Maresco, Ponzi, Vanzina, Chiesa e molti altri, Hollywood Party portera' ai suoi microfoni, come conduttore (insieme ad Enrico Magrelli), l'attore Pier Francesco Favino che, oltre ad interagire con il menu' quotidiano della trasmissione, presentera' un suo percorso originale tra film e nuovi attori emergenti.
Ospite d'onore, venerdi', sara' l'attrice francese Carole Bouquet che, in Italia per presentare il suo nuovo film, verra' omaggiata con un ritratto speciale.
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