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Per concludere, riportiamo di seguito una serie di documenti relativi a donazioni, che attestano una parte importante della storia dei Templari a Torino.
L'11 giugno 1208, Giacomo, vescovo di Torino, prese decisioni relative a questioni tra gli Ospitalieri di Chaumont, in diocesi di Torino, ed Ugone, prepositus Ulciensis, del quale furono testimoni due Templari, ovvero frate Uberto de Acquis e frate Ogerio.
In effetti, le abitudini dei Templari, come quelle di altri gruppi iniziatici, potevano destare sospetti.
Il mistero dei Templari
In città, le principali sedi templari furono le chiese di Santa Margherita del Tempio, la magione di San Severo, e l'abbazia di San Giacomo di Stura.
A Susa, l'eco dei Templari vibra nella chiesa di Santa Maria, mentre a Villastellone si celebra la loro epopea a San Martino della Gorra e, in zona San Bartolomeo, c'è ancora una loro casa-fortezza ed una chiesa; a Moncalieri, si afferma che appartenne ai Templari il Castello della Rotta e, il loro genio costruttore, sembra essersi concentrato nell'erigere un ponte di pietra sul Po, poi affidato all'Ordine dei Gerosolimitani e, ora, sparito nella distruzione.
Ora, come i Templari, gli Ofiti avevano due battesimi: uno, quello dell'acqua, o essoterico; l'altro esoterico, quello dello spirito e del fuoco.
Lo scopo dei Templari era quello di mantenere intatta questa fonte di comunicazione, che non doveva espandersi verso l'esterno, ma rimanere collegata ai soli adepti.
Vengono fatti anche i nomi di due Templari, ovvero Pagano Canaverio, presente nella mansione torinese, nel 1267, e Guglielmo de Templo.
La notevole presenza in Piemonte di Templari trasformò Torino in uno dei punti fondamentali per lo studio di questo misterioso Ordine.
Tutti questi attributi erano legati al Graal, sulla cui letteratura si innestarono molti temi derivati dai Templari.
Si può continuare con il lungo elenco di attribuzioni che vedono in esso la venerazione per la testa di Hugues de Payen, fondatore dei Templari; il collegamento con la sacra Sindone di Torino, che sembra essere stata realmente in possesso dell'Ordine fra il 1204 e 1307, e poteva essere custodita ripiegata su sé stessa, per cui mettere in evidenza solo la testa; la connessione con Giovanni il Battista, affermando, in questa direzione, il legame tra i Templari e l'eresia giovannita o mandea, cosa che spiegherebbe il rinnegamento di Cristo.
L'ottagono richiama il significato simbolico del numero otto, collegato alla resurrezione, che ricorre spesso negli impianti occulti dei Templari.
ORDINA IL LIBRO Il nostro libro di storia chiude un capitolo, per aprirne un altro, inquieto e denso di fatti misteriosi, legati agli antichi Custodi del Tempio, i Templari appunto, che avrebbero posseduto i segreti del mondo orientale, traslati nelle loro realizzazioni architettoniche, che costellarono le vie dei grandi pellegrinaggi.
Nella seconda metà del XIII secolo, i Templari, a Torino, ebbero anche la domusecclesia di San Severo, il cui precettore, nel 1274, fu Isnardo, dopo una precedente reggenza a Chieri, nel 1245.
Infatti, ricordiamo che, all'epoca, era d'uso lasciare beneficiari testamentari i Templari, in quanto questi godevano di posizioni talmente prestigiose, tanto da divenire un tramite importante tra potere temporale e spirituale.
Infatti, il linguaggio simbolico dell'antica Libera Muratoria, già presente dal IV all'VIII secolo ed ulteriormente confermato nei secoli XI-XII-XIII, utilizzato per trasmettere le antiche conoscenze esoteriche, divenne anche il tesoro dei Templari e delle culture orientali.
A seguito di questi avvenimenti, a Gerusalemme, venne istituito il primo ordine religioso/militare: l'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Re Salomone, in una parola i Templari.
Per questo, molte di queste corporazioni di Liberi Artigiani si andò radunando attorno all'Ordine dei Templari.
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I Templari, all'inizio della loro storia, intorno al 1118, avevano lo scopo di proteggere i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa.
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