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Ancora prima di partecipare all’ultima delle cerimonie degli Oscar, nella quale Jackson e il suo team sarebbero stati premiati per la loro epica in tre parti, l’idea del remake di King Kong si presentò di nuovo.
Nel 1996, i suoi pensieri sono di nuovo tornati a King Kong e, questa volta, l’ossessione è andata così avanti da fargli abbozzare un’intera sceneggiatura.
Alla sua prima uscita, il film ha polverizzato tutti i record nazionali facendo guadagnare più di 1.
Purtroppo il film non fu mai finito, anche se il pupazzo di Kong ricoperto di pelliccia, il modello dell’Empire State e lo skyline esistono ancora.
Jackson spiega: “Una delle lezioni che abbiamo imparato con i film de Il Signore degli Anelli è stata che più la storia è fantastica più si deve tentare di radicarla nella realtà del mondo.
Abbiamo imparato veramente molte cose facendo Il Signore degli Anelli che nel 1996 non sapevamo, e le abbiamo applicate nel revisionare completamente la sceneggiatura di King Kong.
Credo che tutto questo sia ancora attuale per il pubblico di oggi - e Kong vuole di nuovo arrivare a questo.
Il capolavoro della RKO del 1933 era un film d’avanguardia per gli standard dell’epoca perché, per realizzare la storia fantastica di un gorilla gigante catturato nella natura selvaggia di un’isola dimenticata e portato a New York, ad incontrare il suo tragico destino, utilizzava una combinazione di effetti speciali innovativi (animazione stop-motion, proiezioni su schermi di sottofondo, dipinti multi-strato su vetro, plastici dettagliati in miniatura).
”
Con questa maturità raggiunta come regista, Jackson era pronto ad affrontare King Kong e ad intrecciare realtà e fantasia nella sua versione del film.
Nel 1991, King Kong è stato selezionato per l’Archivio Nazionale Cinematogarfico dalla Library of Congress’ National Film Preservation Board (che si dedica alla conservazione dei film presenti negli archivi cinematografici e nelle società storiche degli Stati Uniti).
Per 35 anni è stato il mio film preferito e il fatto che io lo stia rifacendo adesso è un incredibile sogno che si realizza – è qualcosa che non avrei mai creduto potesse succedere.
Per un bambino neozelandese di nome Peter Jackson, vedere, un venerdì sera, un film in bianco e nero del 1930, è stato più che un passatempo serale — è diventato letteralmente un evento di quelli che cambiano la vita.
La fedele collaboratrice di Jackson, la sceneggiatrice Philippa Boyens, commenta: “Credo che per molti registi—non solo per Peter— il King Kong originale sia stato una delle pietre miliari in cui vedi il cinema cercare di raggiungere l’impossibile e tentare di fare qualcosa di straordinario.
Il regista ricorda: “Ho visto King Kong per la prima volta in TV in Nuova Zelanda quando avevo otto o nove anni.
Abbiamo ambientato King Kong negli anni ’30, ma abbiamo reso questi anni in maniera molto realistica.
E' una vera indigestione di grande cinema, momenti indimenticabili, citazioni a non finire… non siamo nemmeno più abituati ad avere così tanto da un film.
Sua madre gli ha regalato una vecchia stola, che doveva fungere da pelliccia del gorilla, l’indumento è stato tagliato e usato per ricoprire un corpo metallico imbottito… e voilà — un pupazzo stop-motion di Kong! La cima dell’Empire State Building era un modello di cartone dipinto (per contenere gli sforzi, il regista in erba non dipinse il retro della struttura, visto che quella parte non compariva nella cinepresa).
Inserito venerdì 16 dicembre 2005 alle 12:23:21 CET da Davide Film lungo = post lunghissimo ;-) Comunque (non me non vogliano gli autori di Cineblog, che hanno comunque scritto una cosa interessante) il film scivola via molto più velocemente del commento.
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Aver scelto King Kong per una entrée nel mondo del cinema mostra quanto Jackson fosse, già da bambino, perspicace e fantasioso.
La decisiva visione di quel film in quel venerdì sera è restata ben impressa nella mente del giovanissimo Jackson, che, appena tre anni dopo, è partito con l’idea di dimostrarsi all’altezza della sua scelta di una professione e… a 12 anni, ha iniziato a lavorare alla sua versione del classico del 1933.
King Kong
75 milioni di dollari alla RKO, finanziariamente al collasso (sollevandola così dalla bancarotta), che fece periodicamente ri-uscire King Kong fino agli anni ’50.
” Dovendo affrontare un mercato che aveva già accolto film di sua produzione di ‘grandi gorilla’ come Il grande Joe e Godzilla, la Universal ha accantonato il progetto—con immensa delusione di Jackson.
Credo di aver fatto un remake di King Kong come un fan che vuole vedere una versione altamente tecnologica di questa splendida storia.
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