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La casa dei matti: Cronaca vera dal fronte di guerra russo-ceceno che diventa potente materia narrativa per un film sull’irrazionale follia dei conflitti del mondo.
La macchia umana: Tanto di cappello a Robert Benton (classe 1932, Oscar per Kramer contro Kramer e ancor prima per Crimini del cuore come sceneggiatore) che con la trasposizione cinematografica del libro di Philip Roth, mostra, ma soprattutto dimostra, cosa vuol dire essere classici senza perdere un briciolo non sul piano del coinvolgimento, quanto su quella misteriosa alchimia che tiene in piedi i film, appunto, classici.
Me lo ritrovo più o meno come lo ricordavo, fedelissimo sostenitore del “suo” cinema (visto che ritiene che il cinema “altro” sia defunto da un bel pezzo), un cinema che alcuni ameranno amare al di là di ogni ragionevole dubbio (magari gli stessi che nella fila dietro la mia si sono sbellicati dalle risata per tutto il film, manco Greenaway fosse diventato Woody Allen), e che altri preferiranno descrivere come “fuffa intellettuale buona per chi.
Anzi, vi dirò di più: questo film rende maggiormente se visto nel suo originale e Nero"! (continua).
L’origine della sua unicità deriva in parte da un’imponderabile fascinazione del film stesso, capace di catturare l’attenzione e il plauso di pubblico e critica, e in parte dalla sua particolare condizione di opera prima, e al tempo stesso ultima, del celebre Charles Laughton (il Crasso di Spartacus per intenderci), per una volta, una soltanto, nelle vesti di regista.
Phibes: Tremate dottori da quattro soldi! L’orripilante dottor Phibes è tornato nello splendore del DVD! Grandissimo film di Robert Fuest – c’è anche un seguito: Frustrazione (1972) - con un immenso Price - forse mai così cattivo e così ironico al tempo stesso - ad impersonare il temibile organista dal cuore spezzato e dall’insolito ingegno nell’orchestrare i suoi piani di vendetta.
Pochi dubbi sul fatto che siamo in pieno melodramma, e a dire il vero le lacrime del titolo (che nel film, come è ovvio, scorrono a fiumi), non sono quelle di Dum, povero contadino costretto a lasciare.
La guerra di Mario: Il cinema di Antonio Capuano (Vito e gli altri, Pianese Nunzio 14 anni a maggio, Luna Rossa), film dopo film, è riuscito a diventare una sorta di cartina di tornasole capace di aprire squarci strazianti su una società “moderna” ammalata ma potentemente vitale ed in fibrillazione.
La moglie dell'avvocato: L’avete vista la locandina di questo La moglie dell’avvocato, oscena a tutta spinta, né più né meno a livello di un pornaccio di serie B? È oscena non perché la donna sia nuda (seppure coperta…) ma perché nel suo insieme ammicca, compiacente, ad una ipotetica dimensione sessuale del film come se il sesso fosse rappresentasse il contenuto principale, cosa che non è affatto vera.
Le riserve: Pur non essendo un film dalle grosse pretese, Le riserve, ultima opera del regista Howard Deutch (That’s Amore –Due irresistibili seduttori-), rappresenta certamente il ritorno del cinema americano ad una commedia intelligente e poco demenziale, diversissima da altri film tipo Scary Movie (recente esempio del trash d’oltreoceano).
La felicità non costa niente: Mimmo Calopresti parla! E non contento di accompagnare con la sua voce fuori campo le immagini del suo nuovo film La felicità non costa niente, si circonda di altre voci fuori dalla scena che in un affascinante e mai banale incastro di pensieri e di parole ci raccontano l’onirica e reale odissea del brillante architetto Sergio.
L'eredità: film che parlano di eroi e di re così ha dichiarato il regista Per Fly, dietro la macchina da presa di uno dei più grossi successi di critica e pubblico del cinema danese: L'eredità, in arrivo sui nostri schermi grazie del critico/distributore Vieri Razzini.
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Last Food: Curioso il film dell'esordiente Daniele Cini Last Food, nelle intenzioni dell'autore favola surreale che dovrebbe far sorridere - piuttosto che ridere - e stupire".
La morte corre sul fiume: Film più che unico questo La morte corre sul fiume, cult-movie per molti critici dei Cahiers du cinéma (e non soltanto).
Le riserve, infatti, fa leva su una delle più sentite passioni sportive americane (il football) per dar vita ad un film ricco di battute e di situazioni grottesche.
Il film è praticamente un miscuglio di vari generi e di vari stereotipi, infatti parte con un stile quasi “tarantiniano” fino ad assomigliare ad un puro western “crepuscolare” anni ’70.
il peccato più doloroso di cui si è “macchiata” l’intera umanità possono essere “racchiusi” dentro una goccia di pioggia (“mirabile” effetto speciale del controverso, discusso e campione d’incassi film di Mel Gibson La passione di Cristo), allora è comprensibile come nei soli 126 minuti di una pellicola si possa anche consumare l’esperienza “religiosa” di una visione che non lascia indifferenti e ti costringe comunque a rapportarti con l’orrore.
La tigre e la neve: Una potente storia d’amore in tempi di guerra! Questa la molla alla base del nuovo ed atteso film di Roberto Benigni La tigre e la neve che racconta - con la preziosa e fedele di Vincenzo Cerami –le avventure di un poeta innamorato alla riconquista della sua donna Vittoria (Nicoletta Braschi).
L'amore ritorna: Non voleva fare un film strettamente autobiografico, poi però il protagonista è un attore che vuole fare anche il regista, la sua ex moglie è stata davvero la sua ex consorte, suo padre è il vero papà nella vita e lui stesso impersona l’amico del cuore ritrovato.
Presentato a Cannes 2002, Lilja 4-ever è un film coraggioso, struggente, impegnato e straordinariamente toccante.
La finestra sul cortile: La critica spesso è indirizzata a considerare La finestra sul cortile uno dei film più riusciti di Alfred Hitchcock con la motivazione, spesso, che esso rappresenti il cinema puro.
Lo si farebbe a ragion veduta per come il film riesce a codificare con eleganza e precisione assoluta, tutti gli stilemi del genere, a partire dal private-eye che giunto sull’orlo del fallimento per mancanza di clienti, si vede affidare un incarico lautamente ripagato che lo risolleva momentaneamente dalle ambasce economiche per poi sprofondarlo in una storia tutta intrighi e colpi di scena.
Il grande film in questione doveva essere il Don Chisciotte scritto e diretto da Terry Gilliam, progetto che già da un decennio albergava in pianta stabile nella mente del regista, che già da subito si presentava di fattura più che difficoltosa, con lo spettro del Barone di Munchausen sempre incombente, i finanziatori di Hollywood poco propensi.
Lost in La Mancha: Documentario unico nella storia del cinema, quello che avrebbe dovuto essere un trailer promozionale per un grande film, si è trasformato nella prima testimonianza di un grande film mai realizzato.
La bestia uccide a sangue freddo: Non il migliore film di Fernando Di Leo questa “bestia”, dichiaratamente ispirata al cinema di Argento che in quegli anni costituiva qualcosa di più di un marchio di fabbrica (una “argentata” la definisce lo stesso Di Leo).
Le chiavi di casa: Il film, liberamente tratto, dal romanzo di Giuseppe Pontiggia Nati due Volte, romanzo che Charlotte Rampling legge seduta su una panchina indicandone le evidenti analogie con le vite di Paolo, Gianni, con la sua e di sua figlia Nadine, permette a Gianni Amelio di tornare dietro la macchina da presa dopo ben sei anni.
Il leone, la strega e l’armadio diretto da Andrew Adamson (qui alla sua prima regia di un film live action.
La regina dei dannati: Etichettato come “film maledetto”, La regina dei dannati è già tristemente salito agli “onori” delle cronache prima dell’uscita nelle sale, per l’incidente aereo in cui ha perso la vita, a soli 22 anni, l’attrice protagonista, nonché famosa cantante R&B, Aaliyah, a film non ancora terminato.
Annunciato come nuovo, in realtà è collocato tra i due già citati, mentre Kim Ki-duk ha già presentato all’ultimo festival di Cannes un nuovo film dal titolo L’arco.
L'altra metà del letto: E' un film importante, per far apprezzare il cinema italiano all'estero grazie alla meritata candidatura agli Oscar, ma soprattutto perché scuote, fa riflettere, commuove, tocca il dentro di ognuno di noi e suscita rabbia.
Erano disposti a lavorare per la Continental Film, una casa di produzione controllata dalla Germania.
Laws of Attraction - Matrimonio in appello: Curiosa attrice e carriera quella di Julianne Moore (una delle poche interpreti nella storia dell’Academy a ricevere due candidature lo stesso anno come Migliore Attrice – Lontano dal Paradiso – e come Migliore Attrice non Protagonista – The Hours -) che alterna a film indipendenti, di indiscussa bellezza e positivo riscontro critico (Fine di una storia, Boogie Nights , America Oggi, Safe, Magnolia ) pellicole commerciali che la vedono “costretta”.
La sottile linea rossa: La sottile linea rossa (The Thin Red Line, 1998) di Terrence Malick è un film che abbraccia la natura del cinema contemporaneo da diversi lati.
Ragazzi, se amate i thriller ad alta tensione, non avete paura del buio né vi è stato applicato recentemente un by-pass coronarico, be’, vi consiglio vivamente di andare al cinema e vedere questo bel filmone che è Loust Souls – La profezia -.
Le lacrime amare di Petra Von Kant: Film molto particolare, girato tutto nell'appartamento della protagonista, i personaggi sono tutti femminili e, le uniche figure maschili sono al di fuori della casa.
Il film si apre con una serie di annunci privati letti da voci che via via si accavallano e che sembrano denunciare tante piccole.
La donna perfetta : La donna perfetta… non esiste!!! Questa in ultima analisi la conclusione che si può trarre della pellicola diretta da Frank Oz, remake del film ormai datato con Kate Ross nel ruolo di Joanna, trent’anni fa ridotta a semplice casalinga con l’hobby della foto e qui invece anchorwoman in carriera (Dio come cambiano i tempi!!!) con le fattezze di Nicole Kidman, d’improvviso caduta in disgrazia per una scelta professionale azzardata e conseguente vittima di.
Il film è La notte dei morti viventi, ed il fatto che ne parliamo anche oggi e con sempre vivo entusiasmo è un successo a dir poco straordinario, visto i prodigi del digitale che imperversano nel cinema attuale.
La ragazza con l'orecchino di perla: Trarre un film dal best-seller di Tracy Chevalier è stato senza dubbio un’operazione rischiosa.
Destino tragico a parte, del film in sé che dire? Secondo capitolo tratto.
La musica del cuore: La magia della musica ha spesso segnato molte storie di film più o meno famosi.
La calda amante: Instancabile sperimentatore di cinema, Truffaut aggiunge un altro tassello alla sua filmografia, contraddicendo nuovamente per stile e per atmosfere le pellicole precedenti.
L'odore del sangue: Circola voce che a rappresentare quest’anno sulla Croisette i colori della nostra bandiera potrebbero essere alcuni film legati tra loro da un unico comune denominatore: sono liberi adattamenti cinematografici di opere letterarie.
E sarebbe stato un peccato far cadere nell’oblio entrambi i film, in quanto buoni esempi di cinema italiano che sempre di più non ha nulla da invidiare ai kolossal americani.
La costa del sole: I film, solitamente, se li scrive, li dirige e poi li monta… come nel caso del suo ultimo lavoro ad arrivare in Italia La costa del sole… e questo quasi totale controllo del proprio operato è sicuramente il miglior esempio di come oggi si possa essere un autore indipendente in America.
L'amore non basta mai: Candidato svedese come Miglior Film straniero all’Oscar 2006, arriva anche in Italia – merito del sempre lungimirante Vieri Razzini e della sua Teodora Film – la divertente ed amara commedia della regista quasi esordiente Maria Blom L’amore non basta mai.
La principessa + il guerriero: Terzo lavoro del sorprendente ed originale regista tedesco Tom Tikwer dopo Winter Sleepers (non uscito in italia) e il maggiormente noto Lola Corre, presentato a Venezia senza destare però alcun clamore, La principessa + il guerriero è prodotto dalla Xfilme, casa di produzione di cui Tikwer è contitolare e negli ultimi tempi in Germania buona emergente fucina di talenti.
Le trovate di Raimi, le sue invenzioni visive, il gusto per l’eccesso e il black humour che serpeggia in tutto il film rendono La casa un’opera imperdibile per tutti gli amanti del cinema del terrore.
Le lacrime della tigre nera: Si può non vedere un film thailandese che arriva nelle sale dopo esser passato per Cannes 2001 (prima volta in assoluto!) e che per di più si porta dietro un titolo del genere? Costi quel che costi no!, non si può non vedere, non fosse altro per la curiosità che la sua origine suscita.
E ciò grazie, prima di tutto, al modo in cui il regista inglese ha girato la pellicola e vale a dire come uno schermo che inquadra altri schermi (noi vediamo il film sempre attraverso gli occhi del personaggio principale e del suo binocolo).
La casa di sabbia e nebbia: Arriva in Italia fortemente sponsorizzato ed amato da critiche entusiaste (Variety: “Un film raro recitato in maniera sublime"; Los Angeles Time: storia che rimane dentro molto dopo averla vista"; Time Magazine: film di qualità superiore che vi emozionerà") e per essere l’opera prima di un regista, Vadim Perelman, il biglietto da visita non poteva essere più prestigioso.
Tratto da un best-seller di James Ellroy, il film denuncia la corruzione imperante all’interno della polizia di Los Angeles durante gli anni ’50-‘60, in cui figure misteriose e apparentemente “intoccabili”, fanno del loro potere una via per.
Se il film di Kurt Neumann, tratto dalla trasposizione del racconto di Langelaan, celava un orrore comic strip e da film di serie B, con la trasformazione immediata da uomo a mosca con l’ausilio di una semplice maschera posta sul volto.
In lizza il film di Sergio Castellitto Non ti muovere dal bestseller omonimo della consorte Margaret Mazzantini, l’atteso e misterioso nuovo lavoro di Gianni Amelio Le chiavi di casa dal libro di Giuseppe Pontiggia Nati due volte ed il ritorno dietro la macchina da presa di Mario Martone L’odore del sangue dal libro postumo.
La carica dei 101 - Il Film: Trentasei anni dopo, Stephen Herek ha l’ardire di riproporre, con risultati apprezzabili, il soggetto del celeberrimo cartone animato divenuto ormai un classico, utilizzando un cast di bravi attori e (trovata vincente!) animali veri che appaiono quasi umani nella loro eloquente espressività.
La città incantata: Doveva arrivare un Orso d’Oro (Festival di Berlino 2002) ed il recente Premio Oscar 2003 come Miglior Film d’Animazione perché anche pubblico delle nostre sale avesse l’opportunità di conoscere e sicuramente innamorarsi del di Hayao Miyazaki La città incantata.
Lost Souls - La Profezia: Le buone premesse c'erano davvero tutte: dopo una settimana di lavoro, due ore di al cinema, con la tua ragazza, un film, horror, scelto da lei.
La stanza del figlio è un film unico nel suo genere, in completa controtendenza rispetto al nostro vivere contemporaneo, l'opera di Moretti riaccoglie la morte nel ciclo vitale, mostrandone tutte le conseguenze che questa porta con sé.
La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler: Un film su Adolf Hitler che in Germania, alla sua uscita ha fatto discutere non poco intellettuali, critici e gente comune.
Remake dell’omonimo film del 1955 con Alec Guinness nel ruolo della mente criminale, ci troviamo di fronte.
La nona porta: Atteso come uno dei possibili film-rivelazione della stagione cinematografica del 1999, La nona porta non ha certamente mantenuto le aspettative.
Queste parole del regista Pietro Sagliocco sono le più adatte per raccontare la genesi di un film che, scavando nei ricordi personali dell’autore, segue il lento fluire di vite chiamate a fare i conti con il proprio passato.
Ora… non ci troviamo di fronte a un film dall’assoluto spessore artistico; penso, però, che questo sia stato uno dei più importanti manifesti generazionali di sempre; che, tuttavia, ha pagato il prezzo di una colonna sonora troppo.
Questo secondo film di Caligari, tornato alla ribalta dopo ben 15 anni da Amore Tossico, rappresenta un valido spaccato dell’Italia di quegli anni descritta attraverso gli occhi di chi sbanca il lunario vivendo alla giornata in abitazioni non di prestigio e ciondolando nei bar di quartiere ove è facile trovare una microcriminalità ben radicata.
La Cosa: La cosa di John Carpenter è il remake del vecchio fanta-horror firmato da Howard Hawks La cosa da un altro mondo, ma mentre l’originale voleva denunciare la paura occidentale nei confronti dello spettro comunista e del Maccartismo come dimostra il fatto che il film venne girato in piena clima di guerra fredda, nel caso del regista newyorkese il fine è quello di esplorare i meandri della paura che si può celare fra noi, la paura del diverso, per la corsa alla sopravvivenza e che spesso.
La rapina: A volte è proprio vero che bastano pochi minuti per capire se un film valga la pena o no di essere visto (non so se ricordate la polemica di qualche anno fa con Barbera alla mostra di Venezia…).
Confidential: Film semplicemente straordinario, arricchito da un cast altrettanto straordinario, (Kim Basinger, Kevin Spacey, Russel Crowe, Guy Pearce e Danny de Vito) L.
La tempesta perfetta: Erano anni che nelle sale italiane non si vedeva un film d’avventura così emozionante, che porta in sé i caratteri di un ritorno ad un cinema passato, fatto di sentimenti, avventura, emozioni forti.
La ragazza delle balene: Gli ultimi dieci minuti del film (le scene delle balene che si arenano sulla spiaggia, la disperazione della tribù Maori che faticosamente prova a salvarle e le immagini della giovane Koro che tra le onde uno di questi enorme cetacei) sono i momenti più emozionanti, antropologicamente folkloristici e visivamente forti dell'opera prima della regista neozelandese Niki Caro La ragazza delle balene.
Ah, gran bella battuta! In realtà il film dell’esordiente Zack Snyder (uno che già dal nome sembra uscito da un cartone giapponese) è il remake non del primo quanto del secondo episodio della trilogia di Romero, Zombi (anno 1978), mentre de La notte dei morti viventi si ricorda il mediocre rifacimento del 1990 diretto da Tom Savini.
La meglio gioventù: E’ arduo ed esaltante insieme riuscire a scrivere di un film come La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana che dopo diversi rinvii di programmazione televisiva e la selezione al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard si prepara ad affrontare il giudizio delle sale in due diverse uscite… due Atti di tre ore all’incirca ciascuno.
La vita che vorrei: Sarà “l’attualità” incalzante o uno sconosciuto “virus” che attecchisce silenziosamente senza che tu te ne renda conto ma non si potrebbero spiegare diversamente i motivi per cui vedendo il nuovo film – La vita che vorrei – di un autore apprezzato come Giuseppe Piccioni il pensiero corra alla storia d’amore più “fotografata” ed amata dal gossip di questa primavera/estate 2004: la relazione tra gli attori del feulletton televisivo Elisa di Rivombrosa Alessandro Preziosi.
L'amore di Marja: Che scorrevole “mano” narrativa e buon ritmo ha questa regista di nazionalità finlandese e cittadinanza italiana: Anne Riitta Ciccone! Al suo secondo film (il primo, Le Sciamane, risale al 2000) conquista lentamente ed inesorabilmente con i racconti di un’infanzia, i ricordi d’adolescenza e le fotografie “colorate” di una famiglia originale ed alternativa che fanno de L’amore di Màrja l’affresco sincero ed emozionante di una storia di vita e d’amore assolute.
La febbre del sabato sera: Ho deciso di recensire questo film perché ritengo che sia un intramontabile cult.
Eppure nella frase di lancio del film è usata come fosse motivo di vanto: Prodotto da Jerry Bruckheimer e diretto da Gore Verbinski.
Nato come una grande produzione americana, si è trovato paradossalmente ad opporsi, quasi manicheisticamente, all’icona della grandiosità hollywoodiana (lo stesso argomento secondo Spielberg, in Salvate il soldato Ryan , 1998); in Europa ha ricevuto importanti riconoscimenti solitamente riservati al cinema d’autore – Orso d’oro come miglior film al festival di Berlino nel 1999 – ma, nonostante questo e contrariamente.
La marcia dei pinguini: Per 13 settimane consecutive nella top ten dei film più visti d’America, La marcia dei pinguini non è soltanto un film, ma non è neanche soltanto un documentario.
La sposa cadavere: Può un uomo vivo sposare una morta? Un cuore può spezzarsi anche se ha smesso di battere? Domande – se non proprio amletiche – quantomeno originali e curiose trovano nel nuovo film/cartoon di Tim Burton La sposa cadavere risposte illuminanti ed esaustive.
E’ con un po’ di nostalgia che rimpiangiamo i “vecchi” film della gloriosa Walt Disney, capaci di farci sognare e vivere intense emozioni con storie che, seppur attese con ansia, non deludevano mai il pubblico di tutte le latitudini e fasce d’età.
Romero avesse saputo che il suo La notte dei morti viventi (1968) avrebbe ispirato anche pellicole come Le notti del terrore, avrebbe probabilmente sospeso la lavorazione del film… Scherzi a parte, Le notti del terrore è veramente terrificante, ma non nell’accezione che piacerebbe ai fan dell’horror.
La sposa in nero: Uno dei grandi pregi di François Truffaut è quello di lavorare con amore ed intensità sui personaggi principali dei suoi film fino a disegnare, spesso aiutato da attori eccellenti, figure vive, cinematograficamente riuscite, ma anche simboli, archetipi di un certo sentire e agire umano.
Pubblicato nel 1987, Ellis, allora ventitreenne, era già un autore di culto grazie al suo romanzo d’esordio: Meno di zero (da cui fu tratto il film Al di là di tutti i limiti, di Marek Kanievska, con Andrew McCarthy).
La maschera di scimmia: Tratto dall’omonimo romanzo in versi di Dorothy Porter, La maschera di scimmia è un thriller insolito, è poesia, è un intreccio tra arte e menzogna, la vita violenta dei nostri giorni si riflette nelle poesie che ritornano di continuo nel film.
La dolce vita: La dolce vita è stato ed è, in Italia e nel mondo un fenomeno di costume, generazionale e travalicante le barriere temporali, ha dato vita a movimenti, canzoni, modi di dire, riempito le bocche e testate di copiosi richiami e riferimenti, spesso impropri, al punto che avvicinatomi al film, nella mia giovane ignoranza, mi attendevo di assistere ad un film alquanto diverso.
Ma anche in America non se la devono passare molto bene: un film come La Giuria diretto dal professionale Gary Fleder (Il Collezionista) ha il merito di mostrarci il dietro le quinte di un processo a illuminandoci sui giochi di potere.
L'esorcista - La Genesi: Dato un film si offrono tre possibilità, tre movimenti.
Il film comincia bene: a due minuti dall’inizio c’è già una scena splatter (il barbuto professore aggredito da morti viventi particolarmente ributtanti); poi, quasi subito, ci troviamo di fronte a due coppie impegnate in arti amatorie.
Le grand bleu: All’epoca i fasti di Nikita e Leon erano ancora lontani dal verificarsi e così Maiorca non gradì l’immagine che nel film si diede di lui, e ne bloccò l’ uscita in Italia.
I boss della Warner, aiutati dalla Vicepresidente Kate Houghton (Jenna Tentazioni d’amore Elfman), hanno infatti deciso di metterlo alla porta lasciando Bugs Bunny come interprete unico del loro prossimo film.
Il film è essenzialmente la storia di un uomo, Pierre, incapace tanto di restare all’interno dei limiti imposti dal rapporto coniugale.
E un eroe shakesperiano è infatti il protagonista del film: Christoffer, rampollo dei proprietari delle acciaierie Borch Moller di Copenaghen , ha deciso di non occuparsi più degli affari di famiglia.
La bestia nel cuore: 62° Mostra del cinema di Venezia, Giovanna Mezzogiorno, miglior interpretazione femminile nel film La bestia nel cuore si aggiudica la Coppa Volpi.
La samaritana: Terzo film di Kim Ki-duk a circolare nelle sale nostrane, dopo Primavera, estate, autunno, inverno, ancora primavera…e Ferro 3.
L'uomo che non c'era: Tornano alla ribalta i fratelli Coen, con un film che è un omaggio al cinema noir americano degli anni ’40 e, nello stesso tempo, una pellicola di grande attualità.
Interpretato da un eccellente Ben Gazzara, nei panni del protagonista, il film inizia con un ritmo molto sostenuto: vediamo Vitelli, un uomo elegante che si sposta in limousine, beve champagne e che gigioneggia con le splendide ragazze del suo “Crazy Horse West”.
Le spie: In preda alla febbre da remake che impazza a Hollywood, aspettando L’incredibile Hulk, il sequel di Charlie’s Angels e le “novità” Wonder Woman e Starsky Hutch, il grande schermo accoglie la versione cinematografica di I Spy, vecchio telefilm anni ‘60 interpretato da Bill Cosby e Robert Culp.
La rabbia giovane: In quel di Venezia 59, dove la passerella non c’è più ma il divo rimane tale e i flash si sprecano, c’è posto (per fortuna) anche per gli Invisibili, vale a dire quella particolare categoria di registi che lasciano apparire (e parlare) i loro film e basta.
L'amore ritrovato: Se avete amato un’attrice come Maya Sansa (silenziosa ed intensa in La Balia di Marco Bellocchio, sfrontata e ribelle in Benzina di Monica Stambrini, solare e coraggiosa ne La meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana) allora non potete perderla nel suo nuovo film L’amore Ritrovato dove il regista Carlo Mazzacurati le regala un personaggio di donna – Maria - che ne mette in risalto non solo le sue risapute e camaleontiche doti d’interprete ma anche la sua palpabile e luminosa bellezza che ne fanno una delle nostre interpreti più complete e valide.
Mi sembra che questo sia il caso del film di Gianluca Maria Tavarelli Liberi, presentato nella sezione Controcorrente della recente Mostra Cinematografica veneziana, e che ingiustamente.
Ed il regista russo Andrej Konchalovskij, conosciuta questa vicenda vedendo un reportage televisivo, non si è lasciato sfuggire “l’appetitosa” occasione e realizzando La casa dei Matti ritorna ad un cinema più personale e più vicino alla sua realtà quotidiana dopo le non proprio felici esperienze nel cinema dei film commerciali americani.
Sean Penn, regista la cui abilità tecnica appare di gran lunga progredita, ci mostra ciò che i film del medesimo genere sembrano negli ultimi tempi restii a voler fare.
Film scialbo, privo di spessore, lascia in chi lo va a vedere un profondo smarrimento ed un sentimento di delusione-tradimento.
La forza del passato, diretto da Piergiorgio Gay, è un film introspettivo, intenso, che indaga con forza nelle anime dei personaggi e le mette a nudo.
Ma come capita sempre più spesso, a visione terminata, quello che rimane di inconfutabile è soltanto una cosa: quella legge che sistematicamente fa uscire l’estate valanghe di film ad interesse zero (tranne qualche doverosa eccezione).
La seconda notte di nozze: Tra i due litiganti il terzo gode! Alle recente Mostra del Cinema di Venezia tutti i riflettori e l’attenzione mediatica sono stati puntati sui due film italiani in Concorso – La Bestia nel cuore /I giorni dell’abbandono – capaci di suscitare critiche, dibattiti e consensi – pochi - in egual misura.
Tanti sono i premi incassati dal film di Ray Lawrence, il regista che ha tradotto sullo schermo la sceneggiatura di Andrew Bovell, da cui il film è tratto.
Lady Hawke: Ladyhawke è un film fantasy che ci riporta indietro nel medioevo, tra magia, combattimenti e maledizioni.
È accaduto, accade di nuovo, accadrà (anche se il film non lascia presagire un secondo episodio).
Questa la trama del film di Luc Besson recentemente riproposto nel formato DVD con ben 20 minuti aggiuntivi.
La notte dei morti viventi: E’ proprio il caso di dirlo, ho intenzione di dalle vecchie pellicole cinematografiche horror un capolavoro di oltre 30 anni, quel film che ha segnato un'epoca.
Le invasioni barbariche: Sin dalle prime immagini del film, scritto e diretto da Denys Arcand, Le invasioni barbariche sappiamo (o meglio immaginiamo con certezza!) che il cinquantenne Remy, disteso sul letto di un ospedale, morirà! Ma sorprendente è la costante, allegra e potente vitalità che anima questa storia di un viaggio" in compagnia di ricordi, amici, speranze disilluse e certezze inattese che meglio ci fanno gustare il sapore della vita.
Ma dopo aver visto Le nostre vite felici di Jacques Maillot (due ore e mezza di un film esageratamente prolisso e dalla regia inesistente!) si rimane freddi testimoni di queste esistenze di una piccola umanità in lotta per la sopravvivenza.
La tempesta perfetta, ultimo film del regista tedesco Wolfgang Petersen (Air Force One), è stato l’unico kolossal che ha fatto breccia nell’estate americana del 2000, nonostante la concorrenza di film come Il Patriota o Mission Impossible 2.
Le cinque variazioni: Veramente un film della serie prendere o lasciare (in toto).
Love Song: volte bisogna compiere un giro completo della vita per ritornare allo stesso identico punto di partenza e rendersi conto che la felicità è sempre stata lì" ha dichiarato il regista taiwanese Pen-ek Ratanaruang a proposito del suo film Love Song - Monrak Transistor.
La casa dei 100 corpi: Una vera delusione l’esordio registico di Rob Zombie, frontman dei “rumorosi” White Zombie (titolo di un film del 1932 con Bela Lugosi): un (non riuscito) omaggio all’estetica del cinema horror più truculento e dei B movies degli anni Settanta (ma non solo), e soprattutto all’inarrivabile Non aprite quella porta (1974) di Tobe Hooper.
Occasione per assaggiare l’amaro di una realtà troppo lontana per qualsivoglia aereo, il film, dall’omonimo romanzo autobiografico di Paulo Lins, sorprende per l’impronta fortemente personale del duo di regia Fernando Meirelles (noto in patria per i suoi clip pubblicitari).
Le strofe tornano in mente quando Cody Jarrett giunto oramai all’apoteosi del suo delirio, si fa esplodere in cima ad una cisterna, perché finalmente dopo tanto penare in cima al mondo c’è arrivato (anche se in forma figurata…) proprio come voleva ma’…Straordinaria interpretazione quella di James Cagney nel film che rappresenta il canto del cigno del gangster movie, iniziato con.
Curato nei minimi dettagli, questo film colpisce soprattutto per il suo realismo estremo: non sembra mai di trovarsi davanti ad una finzione, ad una scena costruita per colpire lo spettatore, ma si ha l’impressione di guardare una scena concreta, di partecipare.
Girato in un bianco e nero coraggioso e insieme stupendo, questo film ha regalato ai fratelli Coen un altro premio per la regia al Festival di Cannes (dopo quello di Fargo nel 1996) e rappresenta un’altra “tegola” che li consacra cineasti di altissimo livello.
L'abbraccio perduto: Tra catastrofi climatiche di potenza inaudita, lotte epiche sotto l’ombra del cavallo di Troia e magiche e nuove avventure di un ormai adolescente Harry Potter (e pronti tutti ad invadere le sale di quest’estate), vi rivolgo un invito accorato e profondamente partecipe: non perdetevi assolutamente il film dell’argentino Daniel Burman L’abbraccio Perduto, meritatissimo Gran Premio Speciale della Giuria al recente Festival di Berlino ed ancor più giusto riconoscimento al suo attore protagonista Daniel Hendler.
La donna di Gilles : E’ anche questa “una relazione privata” (come quella che vide protagonisti Nathalie Baye e Sergi Lopez nel film del 99 presentato al Festival di Venezia)… che invece di consumarsi tra le mura di un albergo si muove tra le pareti domestiche della casa di Gilles ed Elisa.
Laissez-passer: la linea di demarcazione fra collaborazione, sopravvivenza e resistenza?" si chiede il regista Bertrand Tavernier (tra i suoi venti film Legge 627 mantiene sempre un posto d'onore nei nostri ricordi) raccontando in Laissez-Passer la storia di uomini e donne che lavoravano, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, nell'industria cinematografica francese.
Poi – a pochi giorni dalla fine della kermesse – viene proiettato, quasi in sordina, il nuovo film di Pupi Avati La seconda notte di nozze che senza alcun dubbio avrebbe meritato.
In sé il film ha sicuramente tutte le potenzialità per essere un affascinante ed accattivante thriller “soprannaturale”, ma nonostante tutto lascia tanti, troppi dubbi.
Analoga tendenza si riscontra nel malinconico e divertente film del regista cinese Zhang Yan La doccia.
Avventuroso, horror ed ironico come il precedente, il film strizza l’occhio ad Indiana Jones e, perché no, anche a Guerre Stellari, fondandosi esclusivamente sugli strabilianti e spettacolari effetti speciali.
L'alba del giorno dopo: “Il Pianeta Terra non deve essere affatto un posto tranquillo dove trascorrere le proprie giornate”… deve aver pensato più volte il regista tedesco (oramai di casa ad Hollywood!) Roland Emmerich! Minacciato da presenze extraterrestri non proprio benevole (Independence Day) o terrorizzato da brutti lucertoloni formato extralarge (Godzilla), la Terra non passa proprio momenti tranquilli e felici: adesso ci si mette pure il maltempo… ma sempre per fare le cose in grande (il tocco Emmerich oramai è sinonimo di film a budget stratosferici) ci si immagina una nuova era glaciale che investe l’intero Pianeta.
Le conseguenze dell'amore: Incominciamo dalla fine! Quando una storia (raccontata in un film o anche in un libro) nel suo concludersi è capace di spiazzarti, commuoverti, alleggerire ed appesantire la tua testa ed il tuo cuore di emozioni e sentimenti inattesi allora scopri come sia accaduto quel miracolo sorprendente che è alla base (e nelle intenzioni) di ogni creazione artistica: sedurre ed incantare il suo pubblico.
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