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Per la figura di un giovane ufficiale che va per la prima volta in guerra e vive una particolare serie di eventi mi andavano bene il modo di recitare e il tono di Pasotti.
In occasione della presentazione del documentario, intitolato I sentieri della gloria - In viaggio con Monicelli sui luoghi della grande guerra, anche noi abbiamo potuto parlare con il maestro.
MC: Tra i nomi degli attori che compongono il cast del lungometraggio c’è quello di Giorgio Pasotti che nel film Dopo mezzanotte di Davide Ferrario interpreta un personaggio che ricorda una macchietta alla Buster Keaton.
Eravamo un gruppo composto da cineasti, autori, sceneggiatori e anche qualche attore, e volevamo solo realizzare dei film divertenti.
Volevamo mostrare questo, cioè quale grande truffa sia stata la guerra e quale imbroglio facesse il fascismo creandone il mito attraverso l’apologia della vittoria mutilata e del milite ignoto.
Descrive di nuovo dei soldati che fanno di tutto per tornare a casa, l’Italia che si lancia in un conflitto che non è in grado di affrontare, vuole essere quindi una continuazione di La grande guerra?
MM: Sì, ma non è un seguito vero e proprio, perché poi fra l’altro questa era una guerra combattuta in modo assolutamente diverso.
Alla fine la sostanza resta sempre la stessa: c’erano due eserciti contrapposti tra loro, uno ben guidato e ben fornito, e l’altro, ovviamente quello italiano che disponeva ancora di quegli stessi mezzi usati nella prima guerra mondiale.
Tutto questo faceva parte della costruzione di un film, del cinema, non era una cosa così drammatica.
MC: A proposito di ciò che accennava sulla fatica delle riprese, il set di La grande guerra qui in Friuli è stato particolarmente arduo, per il fatto che lei ha ricreato in estate episodi e battaglie che hanno avuto luogo in inverno, sotto la neve.
La coesistenza tra gli eventi in primo piano e l’azione in secondo piano porta a vedere La grande guerra come se fosse un calderone di figure dal quale spuntano i personaggi interpretati da Vittorio Gassman e Albero Sordi.
MC: Mi ha colpito molto nel film, proprio pensando alla questione dell’analfabetismo, il fatto che per ben tre volte Giuseppe Busacca, il personaggio interpretato da Vittorio Gassman faccia dei riferimenti un po’colti, citando il nome di Bakunin, che tra l’altro vengono fraintesi da Costantina (Silvana Mangano, ndr) che pensa si tratti di un romanziere.
Michela Cristofoli (MC): Un elemento unificante nel suo cinema sembra essere quello del caos generato dalla guerra o da situazioni estreme, come il medioevo, che figliano quella confusione creativa, grottesca, fertile per la comicità.
MC: La stampa, invece, l’ha seguita moltissimo proprio durante la lavorazione del film La grande guerra, un’opera molto interessante anche per il suo realismo, come si nota dal documentario che ora la vede protagonista.
Amavamo il cinema comico, specialmente quello di Buster Keaton e Charlie Chaplin, così cercavamo di fare dei film, con Totò o con uno degli altri istrioni di allora, che per prima cosa risultassero spassosi e che magari avessero anche un piccolo significato.
Stavolta, però, c’è un elemento in più, perché nella seconda guerra mondiale ero mobilitato anch’io, dato che sono stato arruolato.
Siamo stati travolti e infangati in una cosa più grande di noi che si è evoluta nel modo in cui tutti sanno.
La generazione della commedia all’italiana, ma anche autori come De Sica, Germi, Comencini, Risi, tutti noi siamo nati con Roma città aperta di Rossellini, quindi ci esprimevamo attraverso il neorealismo, anche chi voleva fare dei film comici.
MARIO MONICELLI 'Sui luoghi della Grande Guerra' - Fucine Mute 73
Il 15 maggio del 2005 Mario Monicelli festeggerà il suo novantesimo compleanno e, per celebrare questa importante data, ha deciso partecipare alle riprese di un documentario che lo ha riportato sui luoghi di un suo celebre film, La grande guerra, girato in Friuli nell’estate del 1959.
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