TEXT CACHED
Come noto il regista un grande appassionato di musica
e prima di intraprendere la carriera cinematografica stato per
molti anni un quotato critico musicale della mitica rivista Rolling Stone
(Il film Almost Famous, sempre da lui diretto, ampiamente autobiografico
e racconta di quegli anni).
La paura di riuscire ad essere sempre fedeli a se
stessi e ai propri valori morali (tema avvicinato con genio dal film-capolavoro
di Andrzej
Zulawski “La fidélité”).
E debole David Aames, il personaggio protagonista della storia,
interpretato da Tom Cruise.
David Aames
oltre la Solitudine, “male” della nostra epoca e uno dei temi centrali
del film, teme inconsciamente le responsabilità sociali lasciategli
dal padre deceduto in un incidente stradale.
Ora “Vanilla Sky” - opera non-perfetta ed irrisolta e forse proprio
per questo disponibile ad essere analizzata e discussa – sicuramente
un film apologo sulla Paura assoluta.
Ecco
quindi che David Aames si ritrova, all’inizio del film, in una Times Square
completamente deserta.
Questa singola ripresa racchiude e cela il senso
del film: ricreare una realtà che non esiste più.
Il Dakota ha una fama di palazzo “maledetto” e i fatti non la smentiscono
al punto che per tutelare la sua immagine i suoi facoltosi inquilini proibiscono
le riprese degli interni da quando Roman Polanski nel 1968 vi girò
lo sconvolgente film sul Diavolo.
Nota per chi non ha ancora visto il film:
la lettura di questo saggio anticipa molti dettagli della storia
1.
A questo punto la citazione diventa esplicita e si cristallizza
nell’immagine finale in cui attraverso un complicato procedimento tecnico,
chiamato Morphing, l’inquadratura con gli attori (vedi punto 5) diventa
sotto i nostri occhi la copertina del disco nel finale del film.
E’ la prima citazione cinematografica (Rosemary’s baby
di Roman Polanski ha lo stesso inizio) in un film labirintico, pieno di
indizi, rimandi, ossessioni, segni e citazioni.
Nel film non ci sono solo citazioni cinematografiche ma anche e soprattutto
riferimenti alla scena musicale rock.
Il film si apre con delle belle immagini aeree di New York che terminano
sul Dakota Bulding, il più leggendario complesso di appartamenti
della metropoli.
La foto della copertina di Freewheelin’ appare incorniciata
sul muro all’inizio del film mentre il protagonista si sveglia dopo il
sogno iniziale.
Così Cameron Crowe ha potuto riprendere
per il suo film solo la facciata esterna del palazzo e questo che sufficiente per marcare tutta l’atmosfera del film.
E poiché
è propria della paura la limitatezza del suo oggetto e del suo motivo,
chi ha paura ed pauroso prigioniero di ciò in
cui si trova”.
vanillasky
Quindi all’interno del film il regista ricrea
la stessa inquadratura della copertina del celebre LP utilizzando Tom Cruise
e Penelope Cruz al posto di Bob Dylan e Suze Rotolo.
Noi abbiamo paura sempre di questo o di quell’ente determinato,
che in questo o in quel determinato riguardo ci minaccia.
La Paura e l’Angoscia
Il 24 luglio 1929 nell’Aula Magna dell’Università di Friburgo,
Martin Heidegger tenne una lezione inaugurale per celebrare in forma solenne
il suo insediamento alla cattedra di Filosofia.
Così nella seconda
parte del film, cambia il registro narrativo ed aumenta l’importanza visuale
della storia.
Questa immagine però stata realizzata negli studi cinematografici
della Paramount dove hanno ricostruito per intero la via.
Tutta la sequenza costruita come
un tributo al film “Jules et Jim” di Francois Truffaut, di cui vediamo
la locandina insieme a quella di “Fino all’ultimo respiro” di Jean Luc
Godard nella camera del protagonista.
Quanto a lungo rimarremmo fedeli alle nostre scelte?
E’ questa la domanda morale e filosofica che sta alla base del film
di Cameron Crowe e come la maggior parte dei film che partono da questioni
filosofiche, la pellicola del cineasta americano non dà risposte.
valutazione: contenuti: Prigioniero della paura
TEXT CACHED
Giocatrice della peonia scarlatta, La : una partita di Hanafuda Storia segreta del cinema giapponese.
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Ma il nostro autore, quando nel titolo scrive "prigioniero della paura", non intende solo denunciare la naturale associazione che il pubblico compie identificando Perkins con Bates, ma vuole anche porre l'accento su una personalità difficile, a volte contraddittoria e forse sconosciuta, appunto perché "prigioniera", sottolinea l’autore, di un’identità ambigua e fragile, che aveva affascinato lo stesso Hitchcock appunto.
Capua parte da un’avvincente e documentata ricostruzione della vita dell’attore, la cui raffinatezza e versatilità si riscontra passando in rassegna i registi con cui ha lavorato: Cukor, Wyler, Mann, Kramer, Chabrol, Brooks, Welles.
valutazione: contenuti: Prigioniero della paura
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Il fato entra nella sua esistenza di piccolo criminale e lo trascina a Hollywood, dove, spalleggiato da un detective privato, sostiene un provino per un ruolo in un film poliziesco.
Su consiglio della sua analista Lisa (Meryl Streep), Rafi si getta allo sbaraglio e finisce per innamorarsi, ricambiata, di Dave, un pittore giovane e attraente.
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