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Ebbene, oltre alla prevedibile vittoria del protagonista nel filmato, c'è da dire che solamente altre due volte in questo secolo, qualcuno ha vinto questa che una gara che viene veramente disputata: nel 1927 il marchese di Exeter, quel Lord Burghley che fu poi campione olimpico ad Amsterdam l'anno successivo, e nel 1988 Sebastian Coe con 45.
Un grande film sulla corsa "Gioventù, amore e rabbia" di Tony Richardson, tratto dallo stupendo racconto di Allan Sillitoe, "La solitudine del maratoneta": narra la storia di un giovane carcerato che, preparandosi per una sfida fra istituti di pena, ogni giorno trova il modo di uscire temporaneamente dalla prigione correndo in libertà nelle campagne inglesi.
Delle cinque specie apparse nel film (contro le quindici presenti nel libro di Michael Crichton da cui stata tratta la sceneggiatura del film), il meno adatto alla corsa sicuramente il lento brachiosauro, quello che assomiglia più ad un dinosaurro come ce lo immaginiamo di solito, e cioè col corpo grosso e col collo lungo: sei metri il dislivello tra la testa ed il cuore, per non parlare delle zampe, tozze, più lunghe davanti e più corte dietro.
In una carrellata comica dall'Adamo delle origini al futuro dell'uomo attraverso i secoli, Paolo Villaggio, nel film "Superfantozzi" di Augusto Caminito e Neri Parenti, intepreta la parte di Filippide, il primo maratoneta, che viene scelto dal superiore come "volontario obbligato" per correre e portare la notizia della vittoria ad Atene.
Un film del genere horror-sexy (almeno così lasciano intendere le foto di scena), "Giochi fatali", narra la storia di un maniaco che uccide i giovani, ma soprattutto ragazze, di un campus estivo di atletica leggera trafiggendoli con un giavellotto.
Il film - liberamente ispirato alla vita di Panetta - racconta la storia di un ragazzo che ama correre e vuole emulare il grande Abebe Bikila, ed offre splendide inquadrature della campagna calabrese che regalano emozioni allo spettatore podista.
Abbiamo suddiviso i vari titoli disponibili in tre sezioni: nella prima vengono elencati quelli nei quali il correre a piedi alla base di tutto il film, nella seconda vengono presentati invece i documentari sulla corsa a piedi mentre il terzo raggruppamento contiene una vasta scelta, esaustiva anche se sicuramente non completa, di film nei quali appaiono scene di corsa.
Sulla spiaggia si allena correndo anche uno dei protagonisti del film "Crimini e misfatti" di Woody Allen.
Di produzione nazionale anche il film realizzato per la televisione "Oggi ho vinto anch'io", con Franco Nero, che si basa su un episodio realmente accaduto alla maratona di New York, alla quale, controllato dal proprio medico, prese parte un concorrente italiano infartuato giungendo regolarmente a tagliare il traguardo di Central Park.
E sempre con la Walt Disney si assiste a scene di corsa nel film "Il fantasma del pirata Barbanera" con uno spassoso meeting di atletica manovrato da un fantasma invisibile.
Un film quasi sconosciuto, che pochi avranno sentito o visto, "Il corridore" di Amir Naderi, un film iraniano del 1985, che racconta la storia di un giovane ragazzo iraniano la cui massima passione correre in libertà sugli altipiani.
La corsa (ed il football americano) sono visti come qualcosa di fisiologico per l'americano medio nel film "Il grande freddo" dove la corsa il momento per fare quattro chiacchiere tranquille e parlare anche di cose molto serie.
Ma il primo "jogger cinematografico non professionista" si vede nel 1968 nel film "2001: Odissea nello spazio", l'unico film di fantascienza di questa lista, che mostra pochi indimenticabili secondi di corsa a piedi a bordo dell'astronave Discovery.
Oltre allo splendido filmato sulla maratona da segnalare però anche quello sulla boxe.
Nel periodo di punta della passione americana per il jogging diventa naturale far compiere qualche passo di corsa al protagonista del film ed ecco quindi Jill Clayburgh ("Una donna tutta sola"), Walter Matthau e Glenda Jackson ("Visite a domicilio"), George Segal e Nathalie Wood ("L'ultima coppia sposata") in tuta a sgambettare nei parchi.
In tema di Olimpiadi c'è anche "Golden Girl", un film con la stupenda ma assai poco credibile velocista Susan Anton, la quale, incurante del boicottaggio americano, riesce a vincere tre medaglie d'oro ai giochi di Mosca.
Con James Naughton e con Lindsay Wagner (più famosa per aver interpretato la serie di tellefilm della donna bionica) c'è il film canadese "Second wind".
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Da citare infine anche "Il maratoneta", film ormai classico di John Schlesinger, con Dustin Hoffman e Laurence Olivier, in cui si racconta del giovane ventiduenne Babe che sogna di diventare un maratoneta e battere il grande finlandese Nurmi per amore di una ragazza.
Una nota curiosa che nel film viene rappresentato il "Certamen di Caius" (chi ha visto il film sicuramente ricorderà la sfida contro i dodici rintocchi dell'orologio del Trinity College, 367 metri da percorrere entro 46/47 secondi).
datato 1974 il film di Emil Nofal, "Quando la neve imbianca i capelli", che narra la storia di un ex mezzofondista che spinge i figli a correre la maratona.
Ed anche l'amante omosessuale nel film "Terapia di gruppo" marcia parlando con i suoi allievi che gli corrono intorno.
Fra i filmati che possono interessare al podista, da segnalare anche la videocassetta che propone un "Corso video di massaggio zonale" che illustra dettagliatamente come curarsi con la riflessologia plantare.
Il più famoso film italiano sullla corsa a piedi sicuramente "Un ragazzo di Calabria" di Luigi Comencini, con Gian Maria Volonté, Diego Abatantuomo e, per la prima volta sullo schermo, il piccolo Santo Polimeno.
Il successo del film "Jurassic Park" di Steven Spielberg ha sollevato una inevitabile domanda fra tutti i podisti: "A quale velocità correvano i dinosauri?".
E rimanendo nell'ambito della commedia va ripescato un Warren Beatty di diversi anni fa che per rimettersi in forma dopo un infortunio corre - e pedala - nel divertente film "Il paradiso può attendere".
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