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TI PRESENTO I MIEI










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Arrested Development, ovvero: Ti presento i miei (ma a tarda serata)
Inserito venerdì 09 giugno 2006 alle 14:59:52 CEST da Manlio Forse "ti presento i miei" è troppo originale affinchè venga compreso dal pubblico della prima serata.

Arrested Development, ovvero: Ti presento i miei (ma a tarda serata) Ormai è quasi una tradizione: periodicamente, TvBlog ospita una bella recensione di Mario A.



valutazione:
contenuti: ti presento i miei




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Da lunedì (a mezzanotte!) e' in onda su Italia 1 con cadenza settimanale, Ti presento i miei, orrenda traduzione italiana di Arrested Development (evidentemente adottata al solo scopo di riecheggiare il titolo italiano di Meet the Parents , il film con Robert De Niro e Ben Stiller).

The Rat Race » Arrested development (Ti presento i miei)
3 Commenti a development (Ti presento i miei)” d9 ha scritto il 10 Settembre 2005 alle 9:49 pm arrested development è troppo stupendo!penso che sia 1pò assurdo dire che non ci sono battute ke fanno ridere perchè io personalmente lo vedo come 1a delle rarissime sit-com(perchè una sit-com è) in cui i personaggi (assurdi,è vero ma proprio x questo divertentissimi) fanno battute che fanno ridere davvero e per la loro natura, non x la loro volgarità; e proprio non riesco a capire cm certe persone non riescano a capire l' ironia di questa serie fantastica!!!.



valutazione:
contenuti: ti presento i miei




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Però il film, se non si scava troppo e lo si osserva nel suo insieme, piace perché non puro intrattenimento: smuove nello spettatore delle emozioni, fa riflettere sul potere, costringere a gettare uno sguardo al passato e questo suscita sempre curiosità e un pizzico di nostalgia.
visto il successo del film, i produttori “associati” già pensano a mettere in cantiere un “sequel”.
Si chiama Charlie (Jim Carrey) il protagonista di questo film e fa il poliziotto a Rhode Island, un tipo preciso, insicuro e fin troppo buono.
Protagonista del film, che dura 150 minuti, il valoroso ed onesto generale Maximus che, caduto in disgrazia, diventa l’invincibile gladiatore, interpretato da Russel Crowe che recita bene e convince proprio per il suo aspetto semplice e umile, per l’eroismo che gli viene da dentro e non dalla misura dei pettorali.
C’è la sensazione di una enorme matassa da sbrigliare, poi i fili vengono fuori, si uniscono perfettamente, s’intrecciano dando luogo a un film forte, interessante, originale.
Il film nel 1994 stato premiato a Venezia con il Leone d’oro e nel 1995 a Roma con il David speciale ma, nonostante i riconoscimenti, in Italia se ne parlato poco ed come scivolato via, non dico inosservato ma senza l’attenzione che avrebbe meritato.
Piano piano i contorni dei personaggi e delle nove storie si definiscono meglio e lo spettatore si cala nel film, comincia ad apprezzarne la complessità e il respiro che lo anima: un po’ barocco, un po’ spregiudicato.
recensioni film stranieri
”: c’è, sotto la trama principale del film, una sottile analisi del rapporto tra realtà e finzione, della bugia detta per sopravvivere e della menzogna praticata per falsificare il mondo o ciò che realmente si sente dentro di sé.
"Tutto su mia madre” è il tredicesimo lavoro del grande regista spagnolo Pedro Almodòvar (classe 1951), da tempo già famoso per i suoi film eversivi che trattano con anticonformismo tematiche sessuali e pervasi da un ruvido sarcasmo sociale.
registi, recensioni, cinema, film, recensioni cinematografiche
Le sue potenzialità espressive sono enormi, sì, ma forse proprio per questo come attore incombente e il suo istrionismo tende a soffocare gli altri protagonisti, un po’ come accade nei film con Eddie Murphy.
A volte (so che parrà strano) i due convivono dentro lo stesso corpo nello stesso momento (in ciò differenziandosi dal classico sdoppiamento di personalità alla Jekyll-Hyde) dando luogo alle scene più stravaganti, pazzesche ed esilaranti del film.
Nel film si svolge la breve parabola di un fotografo macedone, Alexander, che al culmine della propria carriera professionale decide di tornare a casa per sempre, e questo  dopo essere stato sconvolto dalla guerra bosniaca.
Sì, Spartacus e Ben Hur erano altra cosa, perché erano altri tempi, eppure Ridley Scott sa fondere i moderni effetti speciali con i vecchi effetti umani donandoci un film godibile, che non sorprende, ma certo non annoia.
Opera prima di Laurent Cantet "Risorse umane" (Francia, 1999) un film interessante.
Il titolo del film prende il nome dalla strada dove si svolgono le nove storie (North Hollywood, dalle parti di Magnolia Boulevard e Magnolia Park, una delle zone residenziali più ricche d’america).
Nel film si narra la storia di una madre, Manuela, che perde tragicamente il figlio e resta sola.
Nel film di Cantet si discute della riduzione d’orario a 35 ore, ma il tema principale il cambiamento sociale, lo scontro fra due generazioni, la crisi (la fine?) dell’ideologia operaia, delle battaglie sindacali e il difficile rapporto figli-genitori.
recensioni cinematografiche
Poi c’è la scintilla che fa di un buon film un ottimo film: Greg, il ragazzo timido buono che farebbe di tutto (per amore) pur di accattivarsi la simpatia della famiglia Byrnes ha un talento particolare a combinare casini, come se fosse una specie di vendetta inconscia.
D’altronde i futuri consuoceri di Pam e Greg dovranno pur conoscersi! Ti presento i miei (2001) Regia di Jay Roach.
Molte le citazione ai classici del passato, con film nel film e scene teatrali (“Un tram chiamato desiderio”) ripetute con ossessione dove gli attori cambiano di continuo, ma le battute restano sempre le stesse.
Gli altri, di cui alcuni molto bravi (il padre, per esempio, ma anche Arnoux la sindacalista CGT rompiscatole ma lungimirante), il regista se li scelti per strada, più esattamente tra i disoccupati dell’ufficio di collocamento della zona dove stava girando il film.



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