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Ford si dedicato quindi alla stesura della sceneggiatura, poi Herschell ha accettato di dirigere il film e il progetto ha avuto inizio.
INTERVISTA A FUAD RAMSES III, PROTAGONISTA DI BLOOD FEAST 2 BUIO OMEGA: Di chi stata l'idea di Blood Feast 2 a 40 anni di distanza dall'originale? In quali circostanze avvenuto?.
Non provengono dall'Italia film come Salò e Faces of Death?" BO: Blood Feast 2 verrà proiettato nei circuiti cinematografici?.
FR: Lo scopo di Blood Feast 2 quello di coinvolgere intere legioni di appassionati dei film di Herschell Gordon Lewis, rivolgendosi contemporaneamente a spettatori che siano a digiuno del suo cinema.
FR: Per Blood Feast 2 prevista una limitata distribuzione nelle sale, anche se il film ancora in post-produzione e sarà messo in vendita quando sarà ultimato.
BO: Il film stato girato in 35 mm: significa che Blood Feast 2 una produzione di più ampio respiro o ha mantenuto lo spirito delle produzioni a basso costo?.
Nel corso della lavorazione di un film in Florida, Morgan e Ford hanno combinato un incontro con Lewis e hanno discusso sulla possibilità di creare un seguito al primo splatter di tutti i tempi: Blood Feast.
BO: Qual la data prevista per l'uscita di Blood Feast 2? Verrà distribuito anche in.
Per citare Friedman: pellicola piacerà agli innumerevoli amanti del gore e agli appassionati di film del genere bizarre e shocking.
Lewis, David Friedman e Morgan si sono impegnati al massimo per produrre un film che travalichi gli attuali confini, senza curarsi anche solo dell'idea di.
Lewis ha lottato lungamente per mantenerlo intatto, pur tenendo conto dei trent'anni di cinema intercorsi da Blood Feast.
BO: La scelta del cast di Blood Feast 2 stata influenzata dal casting di Blood.
valutazione: contenuti: blood feast
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Dopo "Blood Feast" girano insieme anche "2000 Maniacs" e "Color me blood red", ma dopo quest’ultimo si interrompe il sodalizio tra i due e Lewis continuerà col cinema fino al 1972 con "Gore-gore girls", titolo dal quale si intuisce l’influenza di Russ Meyer (si noti la somiglianza, ad esempio, tra il titolo del film di Meyer “Faster Pussycat Kill! Kill!” del ’66 e “Gore-gore girls”), ma a quanto pare le pellicole, senza il duo originario, perdono di fascino e contemporaneamente la critica diventa sempre più spietata.
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Di come "Blood Feast" nasca prettamente con intenzioni commerciali, voglia di "sfondare" e di affermarsi, Lewis lo fa capire anche recentemente, in un intervista, dove sostiene di non guardare film horror, di non amare il genere perché lo ritiene "pomposo" e spara a zero, per farci un esempio, sulla serie degli "Scream", dipingendola terribile e inguardabile senza mezze misure.
Si è già detto come il film sia stato l’inaugurazione del genere gore, fu una novità anche per la censura, che all’epoca si preoccupava esclusivamente di tagliare scene di nudo: con l’uscita di "Blood Feast" nei drive–in, nessuno si rese conto di nulla inizialmente e la pellicola non ebbe problemi di tagli.
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"Blood Feast", come ho già detto, non si può considerare un capolavoro del cinema: personalmente non lo considero un film mediocre, anzi, ma per alcuni il film tecnicamente fa addirittura "schifo".
"Blood Feast" ha come base una storia di maledizioni egizie, lo si vede sin dai titoli d’apertura, a sfondo dei quali vi è una sfinge, su cui appare la scritta “Blood Feast” areografata con colore vermiglio.
Era il lontano 1963 e in soli nove giorni e con poco più di 24000 dollari nacque "Blood Feast".
Le sequenze splatter di "Blood Feast" "stuprano" per la prima volta il corpo umano, vedere cosa c’è all’interno di esso diventa spettacolo, c’è del nuovo materiale con cui scioccare la gente e spingerla al botteghino, Herschell Gordon Lewis, in un'intervista, rivela l’epitaffio che desidererebbe avere sulla tomba:"Vide qualcosa di diverso e lo fece".
Lewis continuerà la sua carriera in ambito pubblicitario, affermandosi e acquistando notorietà nel campo che conserva tutt’ora, trovando il tempo, recentemante, di tornare al cinema per realizzare il seguito del suo film storico con "Blood Feast 2 - All U can eat" (2002), prodotto ricchissimo di ironia e critiche sociali fin dal gioco di parole del titolo, oltre a scene splatter ai limiti del sopportabile.
Friedman, con il quale produrrà molti film, tra cui “Blood feast”, Friedman si occupa prevalentemente della commercializzazione e reclamizzazione delle pellicole, ma qualche aiuto lo da anche in campo prettamente tecnico, ambito a cui si dedica prevalentemente Lewis.