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Marsilio Editori. Narrativa contemporanea italiana e straniera, saggistica, cataloghi d'arte, libri illustrati e libri tascabili. Scrittori emergenti
Quando la modernità ha la meglio, l’unico a opporsi il ribelle, ostinatamente anticonformista, sempre controcorrente, comunque libero e all’opposizione
Dopo gli straordinari pamphlet che, accolti con entusiasmo dal pubblico, hanno segnato il suo ingresso nel nuovo millennio - da Il vizio oscuro dell’Occidente a Sudditi - Massimo Fini dà forma al suo sistema di pensiero e ordina la sua Weltanschauung, sottolineandone l’intrinseca coerenza ideale.
Libri Marsilio - Fini Massimo, Il ribelle
Il risultato un limpido e appassionante ritratto del ribelle, questo protagonista del nostro tempo, che, tanto più combatte come un Don Chisciotte contemporaneo, tanto più incanta e seduce chiunque lo incontri.
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Il film come detto, è molto divertente, con un Gino Cervi superlativo nella parte del sindaco intrallazzone attaccato alla poltrona.
Il Palance migliore lo ricordo però nel memorabile film bellico "Attack!" di Robert Aldrich, agli ordini di un superiore fellone che con la sua vigliaccheria mette continuamente a repentaglio la truppa.
Bellissimo e avvincente per tre quarti, poi il film si "siede" un po', soprattutto peccato per il finale un po' strambo.
Ma tutto, tutto il film è una lezione superba di cinematografia: regia, montaggio, fotografia.
Considero questo film come uno dei migliori polizieschi e film d'azione in assoluto.
In ogni caso consiglio caldamente anche la visione del film originale, non meno avvincente della "copia" di Sturges.
Durante l'analisi del discone, c'è la famosa frase (pronunciata praticamente in ogni film di fantascienza): "è incredibile, è di una lega metallica sconosciuta sulla terra".
D'altronde l'operazione "allungare il brodo" raramente riesce; quando un film funziona si cerca sempre di spremere il "filone" finché si può, ma quasi mai i film successivi risultano migliori del primo.
Con tale svolta Allen è diventato sì più "serio", e i critici hanno inziato a dedicargli maggior considerazione, però a mio parere rispetto ai primi film ha perso parecchio.
Una delle parti più divertenti di Kinski "pistolero" negli spaghetti western è quello in cui Lee Van Cleef, se non ricordo male (purtroppo non ricordo neppure il film), gli accende con strafottente noncuranza un fiammifero sulla bretella per fumarsi la pipa, mentre Kinski girato di schiena è intento a sorseggiare una birra al bancone del saloon.
Questa lista non ha nessuna pretesa, di nessun tipo, è solo una lista personale di film.
Questo è un film che avrò visto non so quante volte e che ormai so praticamente a memoria, parola per parola.
Qui recita la parte del prete-buono a fianco del mito Marlon Brando, in un bel film drammatico di povertà e malavita del maestro Kazan.
Con "Rambo", gran bel film d'azione, sfonda finalmente Sylvester Stallone, che diventa uno dei nuovi divi del cinema americano.
E Kurosawa, a cui hanno praticamente copiato il film? S'attacchi al tram, direbbero a Hollywood.
Chi vuole imparare a capire cos'è il vero cinema non dovrebbe farsi sfuggire questo magnifico film.
Tranne alcune eccezioni: una dove faceva finalmente il carognone (in un film in cui dei tizi cercavano l'oro mi pare, il titolo mi sfugge) e l'altra è questa.
Dov'è finito il Woody Allen fantasioso e pieno di trovate sorprendenti e paradossali? Mah! A mio modesto parere uno dei suoi migliori film rimane il primo, cioè il "Dittatore dello stato libero di Bananas", e poi "Prendi i soldi e scappa".
Ecco un altro di quei gran bei film di fantascienza visti da ragazzino e che mi sono rimasti scolpiti nella memoria.
Possiamo cogliere questo singolare aspetto del drammatico Marlon in due film minori, "I seduttori" e "La contessa di Hong Kong".
Uno dei più bei film di fantascienza e, nonostante all'epoca non ci fossero le diavolerie tecnologiche di adesso, gli effetti speciali sono decisamente ragguardevoli.
Malden però io lo preferisco nella parte, bellissima, del carognone in un altro film, western stavolta, sempre con lo stesso Brando (anche alla regia) di One-Eyed Jacks (1961).
Di questo bellissimo film (anni '50) ricordo poco tuttsommato, salvo che lo vidi da bambino e ne rimasi terribilmente affascinato.
Lo ricordo anche nel bancario trafficone che si prende la sonora "stangata" del film omonimo, con Paul Newman e Robert Redford.
Videocorso: 30 grandi film
Confesso di avere un debole per Rod Steiger, da "Le mani sulla città" di Francesco Rosi a "L'uomo tatuato", da "L'uomo dal banco dei Pegni" fino alle parti più "leggere" nei western o nei film di gangster.
In quest'ultimo film (diretto dal grande Chaplin) si intravede qua e là la sua capacità di far almeno sorridere, alle prese con una ingombrante Sophia Loren, mentre nel primo film, una commedia brillante diretta da Ralph Levy (Bedtime Story, 1964), ci sono molte situazioni in cui lo spasso è garantito.
Un altro gran bel film da protagonista è "Bedford Accident" (Stato d'Allarme), in cui interpeta il comandante di una modernissima nave da guerra americana, con il compito di tenere d'occhio i sottomarini sovietici nella zona artica.
Ma, visto il can can che si è fatto sul recente e, a mio parere modesto "Schindler's List" di Spielberg, forse vale la pena vedere questo gran bel film degli anni '60: c'è soprattutto un grandissimo Rod Steiger, una grande regia di Lumet e una bellissima colonna sonora di Quincy Jones.
Ce la lascerà? Ma no, sciocchini! L'happy-end arriva puntuale, a concludere un magnifico film tutto giocato sulla spasmodica attesa della sparatoria finale.
Ecco un altro film da non perdere assolutamente, uno dei migliori film dell'inarrivabile genere commedia all'italiana.
Il solito, grande grandissimo e geniale Hitchcock, in uno dei suoi film più avvincenti e terrificanti.
Il più noto è sicuramente "Nosferatu", affascinante cupo e inquietante film in cui il Nostro dà il meglio di sè nel ruolo perfetto dell'orrendo vampirone.
Il grande Connery, non ancora James Bond, è un memorabile legionario ribelle contro carognosissimi e sadici superiori in questo splendido film di Sidney Lumet.
La fortuna di Kinski sta nell'aver incontrato un grande regista, il tedesco Werner Herzog, che gli ha cucito addosso ruoli indimenticabili in film bellissimi e visionari.
La parte dello psicopatico Norman Bates rimarrà appiccicata addosso ad Anthony Perkins come un marchio indelebile per tutta la vita, tantochè dovrà in seguito rassegnarsi a fare anche il seguito di questo film, però con altri registi: Psycho II, Psycho III e mi pare anche Psycho IV, naturalmente senza mai riuscire ad eguagliare l'originale del grande "Hitch".
Bellissimo e spassoso film di Zampa, con due grandi attori come Nino Manfredi e Gino Cervi, in una godibilissima presa in giro degli anni del fascismo.
Ecco un'accoppiata davvero vincente, il grande Nicholson e il geniale Kubrick in un bellissimo film "horror".
Ecco un altro di quei film del grande Aldrich per cui ho decisamente un debole: l'impresa disperata, il duello di psicologie dei personaggi.
Psycho viene giustamente considerato un film horror, ma la cosa straordinaria è che tutto l'orrore e la paura che il film indubbiamente suscita sono ottenuti senza spargimenti di ettolitri di sangue, squartamenti, smembramenti e altre delicatezze che vediamo spargere a piene mani nel film del genere di oggi.
(Piccola digressione dell'autore: ho anch'io una canoa come quella che si vede nel film, e quando fo le mie escusioni (lacustri s'intende) mi sento sempre un po' Burt Reynolds, sperando naturalmente che la giornata vada a finire u n po' meglio che nel film.
Dopo una lunga gavetta nei telefilm raggiunge la notorietà anche il co-protagonista Brian Dennehy, che fa la parte di uno sceriffo di provincia alle prese con un caso difficile: un ex reduce dal Vietnam (Rambo per l'appunto) non del tutto a posto col cervello gli mette a ferro e fuoco il suo tranquillo paesello.
In questo bel film di Spielberg spicca la perfida e affascinante faccia di Robert Shaw.
Inutile dire che dopo aver visto il film sono stato costretto per un po' di giorni ad andare a dormire con la luce accesa :) La trama: base artica americana, a notte fonda una scia misteriosa e a velocità supersonica attraversa lo schermo radar.
Magnifico e cupo film con un grandissismo Jon Voight nella parte dell'evaso, in fuga su un gigantesco treno merci lanciato a folle velocità nelle ghiacciate steppe canadesi.
Gran bel western, peraltro copiato brutalmente da un famoso film di Kurosawa, "I Sette samurai".
Ecco un bel po' di film che a me sono piaciuti molto, e che spesso sono capolavori da cui c'è molto da imparare.
valutazione: contenuti: Il ribelle
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Minerva Pictures Group s.r.l.
Gulbagge Miglior Film, Miglior Cinematografia, Miglior realizzazione
Shanghai Internation Film Festival 2004.
La pellicola filma le difficoltà e i tormenti legati all’adolescenza, periodo visto come fondamentale nella vita di ognuno, contrassegnato con la stessa intensità da violenza e tenerezza.
Evil di Mikael Håfström, film campione d’incassi in Svezia è basato sull’autobiografia di Jan Guillou e descrive le difficoltà ed i tormenti della sua adolescenza.
Riuscirà Erik a ribellarsi ai soprusi senza infrangere le regole e rischiare di essere nuovamente espulso? Potrà mantenere la sua dignità evitando di ricadere nella spirale di violenza che minaccia il suo futuro Il film è basato sull’autobiografia di Jan Guillou, che descrive la sua tribolata gioventù.
Golden Goblet migliore cinematografia
Alice nella città - Rome International Children's Film Festival 2004.
Toronto Film Festival 2003
Quinzaine des Realisateurs Cannes 2003
Festival del Nuovo Cinema Svedese 2003 .