TEXT CACHED
Gli Hohenzollern e gli oligarchi inglesi, che hanno tratto entrambi una buona parte delle loro tenuta dal saccheggio delle chiese, furono naturalmente molto scandalizzati dal fatto che la Comune non ricavasse più di 8000 franchi dalla secolarizzazione dei beni ecclesiastici.
La Comune fece una realtà dello slogan delle rivoluzioni borghesi, il governo a buon mercato, distruggendo le due maggiori fonti di spese, l'esercito permanente e il funzionalismo statale.
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La Guerra Civile in Francia
III del 18 marzo, Parigi fu svegliata da un colpo di tuono: "Vive la Commune!".
La classe media francese delle provincie vide nella Comune un tentativo di restaurare il controllo che il suo ceto aveva avuto sul paese sotto Luigi Filippo, e che, sotto Luigi Napoleone, era stato soppiantato dal preteso sopravvento delle campagne sulle città.
Di tutte le menzogne escogitate da Versailles e riprese come un'eco dai gloriosi giornalisti europei penny-a-liner, una delle più colossali fu che i rurali rappresentassero i contadini francesi.
I borghesi, nel 1848, avevano imposto al suo piccolo pezzo di terra l'imposta addizionale di 45 centesimi per franco; ma allora lo avevano fatto in nome della rivoluzione, mentre ora avevano fomentato una guerra civile contro la rivoluzione, per far cadere sulle spalle dei contadini il peso principale dei cinque miliardi di indennità da pagarsi ai prussiani.
Le aveva soppresse politicamente, le aveva scandalizzate moralmente con le sue orge, aveva offeso il loro volterianismo affidando l'istruzione dei loro figli ai Frères Ignorantins [3], aveva rivoltato il loro sentimento nazionale di francesi precipitandoli a capofitto in una guerra che per le rovine provocate aveva lasciato un solo compenso: la scomparsa dell'impero.
La molteplicità delle interpretazioni che si danno della Comune e la molteplicità degli interessi che nella Comune hanno trovato la loro espressione, mostrano che essa fu una forma politica fondamentalmente espansiva, mentre tutte le precedenti forme di governo erano state unilateralmente repressive.
Tra la guerra esterna perduta per il suo tradimento e la guerra civile provocata dalla sua cospirazione con l'invasore straniero, la borghesia aveva trovato il tempo di manifestare il suo patriottismo organizzando battute di caccia poliziesche contro i tedeschi in Francia.
Che cos'è la Comune, questa sfinge che tanto tormenta lo spirito dei borghesi?
"I proletari di Parigi," diceva il Comitato centrale nel suo manifesto del 18 marzo, "in mezzo alle disfatte e ai tradimenti delle classi dominanti hanno compreso che suonata l'ora in cui essi debbono salvare la situazione prendendo nelle loro mani la direzione dei pubblici affari.
Mentre il governo di Versailles, appena ripreso un pò di coraggio e di forza, ricorreva contro la Comune ai mezzi più violenti; mentre esso sopprimeva la libera espressione delle opinioni in tutta la Francia, arrivando sino a proibire le riunioni di delegati delle grandi città; mentre esso assoggettava Versailles e il resto della Francia a uno spionaggio che sorpassava di gran lunga quello del II impero; mentre faceva bruciare dai suoi gendarmi inquisitori tutti i giornali stampati a Parigi e censurava tutte le lettere da e per Parigi; mentre l'Assemblea nazionale i più timidi tentativi di dire una parola in favore di Parigi erano soffocati da urla sconosciute persino alla Chambre introuvable del 1816; mentre Versailles conduceva dal di fuori una guerra selvaggia e all'interno di Parigi tentava di organizzare corruzione e complotti, non avrebbe la Comune tradito vergognosamente la sua missione se avesse affrettato di osservare tutte le convenzioni e le apparenze del liberismo, come in tempi di perfetta pace? Se il governo della Comune fosse stato dello stesso stampo di quello del signor Thiers, non vi sarebbero stati meno pretesti di sopprimere i giornali del partito dell'ordine a Parigi che di sopprimere quelli della Comune a Versailles.
Agli occhi del contadino francese la sola esistenza di un grande proprietario fondario di per se stessa una violazione delle sue conquiste del 1789.
Marx: 'La Guerra Civile in Francia' (1871)
La Parigi del signor Thiers non era la Parigi reale della "vile moltitude", era una Parigi spettrale, la Parigi dei franchi truffatori, la Parigi dei boulevards, maschi e femmine: la Parigi ricca, capitalista, coperta d'oro, infingarda, che ora ingombrava, coi suoi lacchè, coi suoi ladri in guanti gialli, con la sua bohème di letterati e con le sue cocottes, Versailles, Saint-Denis, Rueil e Saint-Germain; che considerava la guerra civile soltanto come una gradevole diversione; che seguiva lo sviluppo della battaglia coi boccoli, contava i colpi di cannone e giurava sul suo onore e su quello delle sue prostitute che lo spettacolo era allestito molto meglio di quanto non si usasse al teatro delle Porte St.
Il potere statale centralizzato, con i suoi organi dappertutto presenti: esercito permanente, polizia, burocrazia, clero e magistratura - organi prodotti secondo il piano di divisione del lavoro sistematica e gerarchica - trae la sua origine dai giorni della monarchia assoluta, quando servì alla nasciente società delle classi medie come arma potente nella sua lotta contro il feudalesimo.
Le cariche pubbliche cessarono di essere proprietà privata delle creature del governo centrale.
MIA - Marx: La Guerra Civile in Francia - III
Ma se la produzione cooperativa non deve restare una finzione e un inganno, se essa deve subentrare al sistema capitalista; se delle associazioni cooperative unite devono regolare la produzione nazionale secondo un piano comune, prendendola così sotto il loro controllo e ponendo fine all'anarchia costante e alle convulsioni periodiche che sono la sorte inevitabile della produzione capitalistica; che cosa sarebbe questo o signori, se non comunismo, "possibile" comunismo?
La classe operaia non attendeva miracoli dalla Comune.
Durante i successivi regimes il governo, posto sotto il controllo parlamentare, cioè sotto il controllo diretto delle classi possidenti, non diventò solamente l'incubatrice di enormi debiti pubblici e di imposte schiaccianti; con la irresistibile forza di attrazione dei posti, dei guadagni e delle protezioni, esso non solo diventò il pomo della discordia tra fazioni rivali e gli avventurieri delle classi dirigenti; ma anche il suo carattere politico cambiò di pari passo con le trasformazioni economiche della società.
Invece di continuare a essere l'agente del governo centrale, la polizia fu immediatamente spogliata delle sue attribuzioni politiche e trasformata in strumento responsabile della Comune, revocabile in qualunque momento.
Sotto il suo dominio, la società borghese, libera da preoccupazioni politiche, raggiunse uno sviluppo che essa stessa non aveva mai sperato; la sua industria e il suo commercio assunsero proporzioni colossali; la truffa finaziaria celebrò orgie cosmopolite; la miseria delle masse fu messa in rilievo da una ostentazione sfacciata di lusso esagerato, immorale, abietto.
L'impero le aveva rovinate economicamente con lo sperpero delle ricchezze pubbliche, con le truffe finanziarie su larga scala che esso aveva favorito, con l'impulso dato all'accelerazione artificiale della concentrazione del capitale e con la concomitante espropriazione di una grande parte del loro ceto.
Egli avrebbe trovato assolutamente ragionevole che la retribuzione dei sacerdoti, invece di essere estorta dagli agenti delle imposte, dipendesse solo dalla azione spontanea ispirata dai sentimenti religiosi dei parrocchiani.
I sacerdoti furono restituiti alla quiete della vita privata, per vivere delle elemosine dei fedeli, ad imitazione dei loro predecessori, gli apostoli.
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Gli impedimenti posti ancora al potere statale sotto i precedenti regimi dalle divisioni fra le frazioni della classe dirigente, furono rimossi dalla loro unione; ed ora, in vista della minaccia di sollevamento del proletariato, esse usarono del potere dello stato, senza riguardi e con ostentazione, come strumento pubblico di guerra del capitale contro il lavoro.
La Costituzione della Comune stata presa a torto per un tentativo di spezzare in una federazione di piccoli stati, come era stata sognata da Montesquieu e dai girondini, quella unità delle grandi nazioni, che se originariamente stata realizzata con la forza politica, ora diventata un potente fattore della produzione sociale.
pagina Capitolo quarto
Indice di La Guerra Civile in Francia
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La comune doveva dunque servire da leva per svelare le basi economiche su cui riposa l'esistenza delle classi, e quindi del dominio di classe.
La Comune, d'altra parte, dichiarò in uno dei soui primi proclami che le spese della guerra dovevano essere pagate da quelli che ne erano stati i veri autori.
Pienamente cosciente della sua missione storica e con l'eroica decisione di agire in tal senso, la classe operaia può permettersi di sorridere delle grossolane invettive dei signori della penna e dell'inchiostro, servitori dei signori senza qualificativi e della pedantesca protezione dei benevoli dottrinari borghesi, che diffondono i loro insipidi luoghi comuni e le loro ricette settarie col tono oracolare dell'infallibilità scientifica.
La gigantesca scopa della Rivoluzione francese del secolo decimottavo spazzò tutti questi resti dei tempi passati, sbarazzando così in pari tempo il terreno sociale dagli ultimi ostacoli che si frapponevano alla costituzione di esso dell'edificio dello stato moderno, elevato sotto il I impero, il quale a sua volta fu il prodotto delle guerre di coalizione della vecchia Europa semifeudale contro la Francia moderna.
TEXT CACHED
Non cesserò mai di lodar Voi, e di benedire la vostra Patria, e di considerar felicissimo chi in essa ha la fortuna di nascere, anche per un'altra ragione, non inferiore a quelle delle quali ho parlato.
Vero è che la ragione fu data all'Uomo da Dio, a distinzione di tutte le create cose, per reggere e illuminare quest'anima; ma non è da desiderarsi che la Ragione abbia da usar violenza agl'impeti della natura, e beati coloro i quali si conducono per forza d'inclinazione a operar bene, senza la guerra delle passioni nemiche; e l'Anima e la Ragione sedendo unite, e comandando nel cuor dell'Uomo, danno esse il moto alle membra, ai sensi, alla volontà, ai pensieri; né schiave, né tiranne del corpo, ma di lui compagne, regolatrici ed amiche.
So che Voi pure calcolate il bene delle vostre doviziose rendite, per mantenere con decoro e con lustro la nobilissima Casa vostra; ed il buon uso che fate dell'oro e dell'argento, dimostra che Voi lo apprezzate sol quanto merita, ma a quel che merita più, non lo preferite.
Per esser distinta a Castellamare, basta ch'io possa dire: sono stata in Palermo alla conversazion delle dame.
Carlo Goldoni - La femmine puntigliose
Non vi ha dubbio che l'anima non sia d'un'istessa natura, di una bellezza e perfezione medesima in tutti gli Uomini, onde la diversità degli abiti, delle inclinazioni e delle passioni procede dalla costruzione di questa macchina; la quale fa piegar l'anima ove, per così dire, le ruote interne la spingono.
(s'alza, fa alzare Beatrice, e porta la di lei sedia in distanza di Rosaura colla spalliera verso la finestra, cosicché viene a restare in faccia a Rosaura, nel primo luogo della camera d'udienza)
Contessa Beatrice: (Conte, se l'ho da condurre alla conversazione delle dame, insegnatele qualche cosa).
Vi prego permettermi di ragionare di Voi, e di ben bene considerarvi, sicché io possa non solo colla opinione mia, ma di quelli che delle ragioni mie persuasi saranno, decidere, stabilire e consolarmi, che se nel Mondo può darsi vera felicità, questa con Voi alberga, da Voi meritata, e da Voi posseduta.
Rendono queste l'Uomo amabile e desiderato arbitro delle oneste conversazioni, e posseditore dei migliori cuori del Mondo.
Unir sapete alle applicazioni domestiche, dovute ad un ricchissimo patrimonio, lo studio delle lettere e l'erudizione.
Carlo Goldoni Le femmine puntigliose Letteratura italiana Settecento Illuminismo Teatro Biblioteca dei Classici Italiani di Giuseppe Bonghi
Pantalone: La senta, e l'ascolta un omo vecchio, pratico delle cosse del mondo, e interessà per i so vantazi.
Per formare un tale giudizio, conosco anch'io che non bastano le osservazioni che far si possano sui caratteri delle persone, né tampoco sulle azioni loro, poiché la vera felicità consiste nella contentezza del cuore, e questo occultandosi per lo più dalla malizia degli uomini, a pochissimi si vede in fronte, ed è sempre equivoco e pericoloso il giudicare di essi.
Donna Rosaura: Va alla conversazione delle dame?
Pantalone: La va alle conversazion da par soo, de signore tutte oneste e civili; signore che non xe nobili, ma che gh'ha dei soldi.
Si può rinunziare per meno ad una sì grande felicità?
Dietro a cotesta inestimabile ed eterna, pongo io quella immediatamente di sortire dalla natura un corpo bene organizzato, una macchina ben disposta, in cui l'armonia delle parti e l'equilibrio degli umori formino un perfetto temperamento.
Contessa Beatrice: In casa mia non comando, quando vi sono delle dame, alle quali, per debito e per rispetto, devo cedere tutta l'autorità.
Don Florindo: Penso che sarebbe stato meglio, se in luogo di aspirare alla conversazione delle dame, ci fossimo contentati di quella delle mercantesse della nostra condizione.
Donna Rosaura: È dama questa sua nipote? (a Pantalone)
Pantalone: No la xe dama, ma la xe una delle prime mercantesse de sta città.
Le nobili non si degnano delle inferiori; le ignobili aspirano all'egualità colle Dame; le ricche disprezzano le miserabili, e queste hanno le altre in aborrimento.
Chi nasce in Firenze, come Voi nato siete, nasce nel Giardino del Mondo; giacché l'Europa è la migliore delle sue quattro parti, e in questa ha il primo luogo l'Italia, e dell'Italia la bellissima parte è la Toscana tutta; e della Toscana la più vaga, la più deliziosa è l'inclita sua Capitale.
Conte Lelio: Per dir il vero, la premura ch'io nutrisco delle vostre soddisfazioni non è senza interesse: ma la mercede, a cui aspira il mio cuore, val molto più di quello che mi avete graziosamente donato.
Parlo delle femmine oneste, delle femmine virtuose; possono essere più soggette di quel che sono? Fanciulle, sotto l'austera disciplina de' Genitori.
Carlo Goldoni femmine puntigliose
Commedia recitata la prima volta in Mantova li 18 aprile 1750 con grand'applauso e molte repliche.
Per questa parte, Veneratissimo Signor Cavaliere, chi può negare che Voi non siate felice? Non parlo già dell'avvenenza esterna del vostro corpo, la quale non è poi tanto necessaria negli Uomini; ma dell'interna proporzion delle parti, dell'armonia degli organi, ove l'anima le sue operazioni principalmente eseguisce, la quale interna perfezion delle parti, se agli occhi non comparisce, coll'uso e colla pratica si riconosce; quella egualità di temperamento, quella dolcezza di tratto, quella indifferenza per le vicende umane, la compassione verso de' bisognosi, la moderazione nelle passioni, l'umiltà in mezzo alle magnificenze, sono virtù dell'anima, non impedite in Voi da alcuna mala organizzazione del corpo, onde vi riesce di eseguire tanti abiti virtuosi, senza il contrasto delle passioni e con facile studio della ragione.
Le Femmine puntigliose non solo fabbricano per se stesse dei mali che non vi dovrebbono essere al Mondo, ma vogliono dei pregiudizi loro fare anche agli Uomini sentir il peso.
Contessa Beatrice: Questa signora ha molta stima per le dame palermitane, ed è venuta apposta a Palermo per conoscerne alcuna delle più cortesi, e poter poi rappresentare al di lei paese con quanta urbanità e pulitezza si trattino da noi le persone di merito come lei.
valutazione: contenuti: Carlo Goldoni Le femmine puntigliose Letteratura italiana Settecento Illuminismo Teatro Biblioteca dei Classici Italiani di Giuseppe Bonghi
TEXT CACHED
Si pensi all'importanza che nella storia del cinema hanno avuto direttori della fotografia come Lee Garmes a cui si devono i sontuosi chiaroscuri barocchi che circondano Marlene Dietrich in (1930), (1931), express" (1932) diretti da Joseph von Sternberg; William Daniels che accondiscende all'ossessione dei particolari di Erich von Stroheim, per il quale cura tra il 1921 e il 1925 folli", viennesi", e vedova allegra", per poi proseguire la sua carriera con i registi Clarence Brown e George Fitzmaurice contribuendo a valorizzare l'attrice Greta Garbo ("La carne e il diavolo", Christie", Hari" 1932 con Ramon Novarro e Lionel Barrymore); Russell Metty che lucida e addensa di significati violenti i melodrammi di Douglas Sirk ("Magnifica ossessione", le foglie al vento", di vivere e tempo di morire"); si pensi all'apporto che Gregg Toland ha dato ai films di Orson Welles nell'ideazione della profondità di campo; la storia del cinema ha conosciuto sodalizi molto forti tra registi e direttori della fotografia: Ejzenstejn e Eduard Tissé , Pabst e Eugen Schüfftan, Bergman e Sven Nykvist; alcuni direttori della fotografia hanno segnato un'intero periodo storico, come Karl Freund con l'espressionismo tedesco; altri hanno determinato l'impostazione di un'intera compagnia, come Nicholas Musuraca con la RKO degli anni '40 di Val Lewton ("Cat people" di Jacques Tourneur, seventh victim" e di Mark Robson, giardino delle streghe" di Robert Wise), o Floyd Crosby con la maggior parte delle realizzazioni di Roger Corman negli anni '50-60.
] La più macroscopica trasformazione che avviene in questo campo nel 1927 il passaggio dal cinema al cinema (o meglio, con il film Il cantante di jazz (The jazz singer) uscito nella metà dell'autunno di quell'anno, prodotto dalla Warner Bros e dalla Vitaphone e tratto da una piece di Samson Raphaelson, protagonista Al Jolson - storia del figlio di un rabbino che si dedica al varietà -.
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Ciò ebbe notevoli conseguenze: modifica delle apparecchiature, delle sale, dei teatri di posa; sparizione di alcuni divi del cinema muto; bisogno di nuovi capitali, che vennero soprattutto dall'industria elettrica e dal capitale bancario (Morgan e Rockfeller, che stavano dietro all'American Telephone and Telegraph Company e alla RCA); ripresa della battaglia dei brevetti; lotta per la conquista del mercato nazionale e internazionale con lo scontro, ad esempio, tra industria americana e tedesca per la conquista del mercato inglese; spartizione dei mercati mondiali, con zone riservate e zone aperte alla libera concorrenza.
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A causa delle profonde modifiche che la novità imponeva alla produzione e all'esercizio, all'inizio furono solo la Fox e la Warner a impegnarsi su questa strada.
Fino ad allora le pellicole erano accompagnate, durante la proiezione, da un commento sonoro dal vivo, tramite un complessino o un rumorista - più spesso un pianista -: durante la proiezione, il pianista sottolineava le azioni che erano proiettate sul telone, suonando a suon di ragtime (il musicista Scott Joplin ad esempio fece questo di mestiere) o servendosi di altre musichette d'accompagnamento, molte volte improvvisando anche se non mancano film che prevedono una partitura musicale propria, composta per quel film (es.
), e furono ripresi con maggiore intensità dopo la guerra (sistemi a disco e sistemi a film) fino ad essere del tutto perfezionati nel 1925.
Il cinema si pone come arte collettiva, in cui un gruppo di lavoro, un collettivo gerarchizzato, che raggiunge tramite la messa in comune delle specifiche abilità e competenze un risultato finale che il film.
La Warner aveva prima del 1926 realizzato dei film sonori, profittando del fatto di detenere molti contratti con artisti del varietà detenendone in pratica il monopolio dei diritti musicali (sarà questa una costante della casa di produzione negli anni) ma solo con cantante di jazz" si riesce a inserire alcuni segmenti 'parlati'.
Fu la Warner Bros, in un periodo di crisi economica, a dare via al fonofilm nel 1926-1927.
Tentativi di registrazione e riproduzione simultanea delle immagini e dei suoni erano stati fatti fin dall'inizio del secolo (Edison, Gaumont, Mester ecc.
Anche qui non si tratta di una vera novità : la cinematografia anteriore aveva fatto ampio uso del usando sistemi artigianali di colorizzazione, il più delle volte manuale, delle pellicole, fotogramma per fotogramma.